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Donne, età pensionabile e nuove proposte

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Aumento età pensionabile delle donneSi terrà a Milano, Lunedì 29 Giugno, alle Ore 9.00 nella Sala Guicciardini (Via Melloni, 3) della Provincia di Milano, il convegno organizzato da Acta (promossa dal Ministero del Lavoro, Consigliere di Parità della Provincia di Milano e Provincia di Milano), Età pensionabile e nuovo welfare: ripensamenti e proposte.

Una sentenza della Corte di Giustizia Europea impone di equiparare nella Pubblica Amministrazione l’età minima della pensione delle donne a quella degli uomini.

La difesa dello status quo è perorata soprattutto da chi continua a ragionare nell’ottica del sistema retributivo, entro il quale una donna ha la possibilità di anticipare la pensione di 5 anni, senza alcuna penalizzazione.

Decisamente diversa la situazione di chi (come tutti quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e tutti gli iscritti alla gestione separata, anche non giovani) ricade integralmente nel sistema contributivo. La possibilità di anticipare la pensione permane, ma la pensione si riduce del 16%; pertanto non assolve più la funzione di “risarcimento” nei confronti del lavoro di cura che era stata attribuita a questa misura.

A partire da qui ma con un approccio volutamente più ampio, la proposta elaborata da Marina Piazza, Anna M. Ponzellini e Anna Soru: scambiare un “privilegio” datato e generalizzato con un riconoscimento mirato - materiale ma anche simbolico - del lavoro di cura. Una proposta attenta a favorire, nel contempo, una maggiore partecipazione femminile al lavoro e che tiene conto di tutte le modalità di lavoro, da quello dipendente a quello temporaneo e poco tutelato, prevalente presso i e le più giovani .

La proposta accetta, da un lato, lo spostamento graduale di un paio d’anni dell’età minima per il pensionamento femminile all’interno di una manovra di re-introduzione del pensionamento flessibile per tutti. Dall’altro, ha l’ambizioso obiettivo di dare il via ad un percorso di riequilibrio del sistema di welfare che allarghi i diritti sociali e di cittadinanza a chi, senza distinzione tra donne e uomini (secondo il principio del caregiver universale), presta attività di cura: la cura – che è attività umana essenziale e ha un valore irrinunciabile - deve entrare nella polis, ridisegnando una nuova mappa del welfare.

I tre punti della proposta:

Le leve utilizzate per dare supporto al lavoro familiare e di cura dagli altri sistemi previdenziali e fiscali europei sono molteplici. La proposta di Piazza, Ponzellini, Soru sceglie un approccio mirato ma volutamente semplice, da leggersi all’interno di un processo più complessivo di riforma, e prende in considerazione solo 3 punti principali:

1. Maternità universale

Proponiamo di assicurare una indennità di maternità a tutte le donne, indipendentemente dal fatto che abbiano un lavoro retribuito o no, che siano dipendenti o autonome, che siano stabili o precarie. L’importo deve essere corrisposto per le cinque mensilità già previste per le lavoratrici dipendenti e calcolato in base ad un valore di riferimento (per esempio, la pensione sociale) indicizzato e riconosciuto ai fine pensionistici.

Troppe giovani donne rimandano il proprio progetto di maternità al momento ipotetico in cui avranno un lavoro stabile. Molto meglio che siano messe in condizione di realizzarlo in una età migliore dal punto di vista della fecondità e della salute.

2. Ampliamento della normativa dei congedi parentali

Proponiamo di elevare il numero complessivo di mesi di congedo a 18 (più una frazione per ogni figlio oltre il primo), di portare l’indennità al 60% del salario (o del reddito per gli autonomi), di elevare il diritto all’utilizzo fino ai 12 anni di vita del figlio. Il congedo deve poter essere utilizzato anche sotto forma di orario ridotto (part time modulari).

Crediamo utile imitare la legislazione degli altri Paesi europei, allargando le possibilità di scelta delle madri e dei padri nelle strategie di cura - tra servizi pubblici, servizi di mercato e cura diretta - senza però incoraggiare l’abbandono dell’occupazione da parte delle donne (come nel caso in cui l’indennità fosse più alta) e invece incoraggiando la partecipazione alla cura da parte dei padri (che attualmente è scoraggiata anche dalla bassa indennità).

3. Crediti di cura ai fini pensionistici


Proponiamo l’introduzione di “crediti di cura” sotto forma di contributi figurativi ai fini pensionistici, pari a tre anni per il primo figlio e due per ogni successivo, da riconoscere indipendentemente dallo status lavorativo (lavoro dipendente o autonomo, occupazione o disoccupazione) nello specifico periodo, comunque non cumulabili ai periodi maturati durante il congedo parentale e a quelli per maternità.

Rispetto allo sconto pensionistico attualmente riservato alle donne, i crediti di cura rappresentano un riconoscimento più circostanziato (solo per chi ha avuto impegni di cura effettivi e proporzionale alla dimensione dell’impegno) e, soprattutto, destinato sia alle madri che ai padri. Funziona persino come piccolo incentivo alla partecipazione delle madri al mercato del lavoro, nella misura in cui costituisce un primo accantonamento ai fini pensionistici che potrebbe favorire la decisione delle madri all’ingresso nel mercato o alla ripresa del lavoro.

Partecipano al convegno, oltre Marina Piazza, esperta di politiche di genere, e Anna M. Ponzellini, esperta di politiche del lavoro, Serenella Corbetta, Consigliera Provinciale di Parità supplente

Dopo la presentazione della proposta seguirà una Tavola rotonda con Giuliano Cazzola - Commissione Lavoro alla Camera, Donata Gottardi – Parlamento Europeo, Pietro Ichino - Commissione Lavoro al Senato, Nicola Salerno - CERM Roma, Fulvia Colombini – Segreteria CGIL Lombardia, Maurizio Benetti – Ufficio Studi CISL confederale, Claudio Negro – Segreteria UIL Lombardia.

Modera: Rosanna Santonocito, il Sole24ore, job24.it, Conclusioni: Anna Soru, Acta

Per informazioni: Anna M. Ponzellini , Anna Soru, ponzmi@tin.it - info@actainrete.org
tel 3384755755 - tel 3286240391
La proposta è scaricabile dai seguenti siti: http://www.actainrete.org
http://cerp.unito.it/index.php/it/pubblicazioni
http://www.pietroichino.it/?p=3929

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