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Decreto sui lavori usuranti, aspettative deluse per Anaao e Aaroi

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Il decreto legislativo sui lavori usuranti, approvato dalle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, pur riconoscendo il lavoro notturno di tutti i dipendenti del pubblico impiego, medici compresi (sia pur nei limiti di 78 notti/anno), non prevede alcun specifico riconoscimento per i medici, per gli anestesisti e per i rianimatori.

Una decisione che non piace ai sindacati di categoria Anaao Assomed e Aaroi Emac.  L’esclusione, secondo Anaao «non tiene conto dell'attività usurante dei medici e chirurghi d'urgenza, pronto soccorso e rianimazione, nonché del rischio derivato dall'esposizione agli agenti chimici, fisici, biologici e radianti di numerose discipline mediche.

Si impedisce in tal modo» continua la nota Anaao «il turnover accelerato in discipline che richiedono pensionamento anticipato anche per garantire la sicurezza delle cure rese all'utenza». D’accordo Aaroi Emac che aggiunge «il provvedimento in questione, fermo restando il requisito dell'anzianità contributiva non inferiore a 35 anni, dispone, tra l'altro, che possano accedere al trattamento pensionistico anticipato i lavoratori che prestano la loro attività nel periodo notturno per almeno sei ore».

In più, continua Aaroi «viene confermata in 78 notti lavorative l'anno la condizione per usufruire del beneficio pieno di tre anni, mentre si scende a due per chi svolge turni tra i 72 e i 77 e un solo anno di anticipo del pensionamento per chi presta attività tra 64 e 71 notti lavorate.

Di conseguenza quasi tutti gli Anestesisti rianimatori italiani, per effetto dei criteri e delle delimitazioni irragionevolmente utilizzate nello schema di decreto legislativo in questione, risultano ingiustamente esclusi dei benefici pensionistici».



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