Istat, disoccupazione in Italia mai così male dal ‘94
- Pubblicato 22 Settembre 2009
- Di redazione
Quelli che pesano sono i numeri delle regioni meridionali che registrano un incremento degli inattivi che arrivano a 434 mila persone. Chi non trova lavoro, come i giovani, e chi non lo cerca, come le donne per motivi familiari. A fare da sfondo ai numeri c’è lo sconforto.
E’ il peggiore dato registrato dal 1994. Gli occupati sono diminuiti di 378 mila unità. L’analisi è la sintesi che rappresenta una diminuzione dei dipendenti con contratti a termine e la difficile situazione delle piccole imprese.
Quello che aumenta è il numero di chi cerca lavoro che cresce dell’8,1%. Il numero sale quindi a 1.841.000 persone alla ricerca di un’occupazione (+137.000, pari all'8,1%, rispetto al secondo trimestre 2008).
L’Istat nota che la flessione occupazionale riguarda soprattutto gli italiani (-562 mila) mentre crescono gli occupati stranieri (+184 mila, di cui 95mila donne).
Il settore più colpito è quello dell’industria, con una riduzione tendenziale di -197mila unità, pari al -3.9%. Piuttosto stabile l’agricoltura che riporta una contrazione di -6.000 unità, pari allo -0,7%
Il settore delle costruzioni registra un calo degli occupati di -41mila unità (-2,1%) e riguarda in prevalenza i lavoratori del Nord-est e del Sud.
Il terziario continua la discesa già rilevata nel primo trimestre e perde 134mila unità (0,9%).
Al Nord diminuisce il numero degli occupati, ma con l’eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano e dell'Emilia Romagna, che vedono invece aumentare il numero degli addetti stranieri e di quelli italiani cinquantenni
Al Centro l’occupazione aumenta, anche se in modo marginale (10mila unità pari allo 0,2%). Al Sud il calo degli occupati è più accentuato.







