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Disoccupazione in Italia al 12,7%. Tra i giovani è al 41,6%, mai così alta è un disastro



Disoccupazione in Italia

Il lavoro in Italia non riprende, colpa della crisi economica e delle inutili chiacchiere finora spese. A pagare il costo maggiore, secondo l’Istat, sono proprio i giovani con un tasso di disoccupazione pari al 41,6%.

E’ un vero e proprio disastro il dato di novembre diffuso dall’Istat. Il tasso di disoccupazione è salito dal 12,5% del mese precedente al 12,7%, come dato generale.

Quello riferito ai giovani fa registrare un dato catastrofico, dal 41,4% al 41,6%.

Insomma, i dati Istat dicono che a novembre il tasso di disoccupazione ha fatto registrare un incremento dello 0,2% rispetto al mese di ottobre.

Se si confronta il dato con quello dello stesso mese dell’anno precedente (2012) l’aumento è di 1,4%. In sintesi, in 12 mesi il numero delle persone occupate si è abbassato di 448 mila unità.

In Italia i disoccupati sono 3 milioni e 254 mila.

In questo quadro inquietante spicca il record negativo che si registra tra i giovani.

Dal 41,4% di ottobre al 41,6% di novembre. Praticamente è il peggior dato dal 1977.

Rispetto al mese di novembre del 2012 il dato attuale vede una crescita del 4%. Percentuali che tradotte stanno a significare che la disoccupazione giovanile nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni conta 659 mila giovani senza lavoro.

Non ci piace assegnare responsabilità, fare della dietrologia, ma dobbiamo purtroppo riconoscere che finora si sono fatte solo chiacchiere su quelli che sono i presunti effetti della crisi ma soprattutto sulle politiche attuate in materia di occupazione.

Fermiamoci solo a tempi più recenti, senza risalire fino all’applicazione della legge Biagi che ha compiuto 10 anni. A quel disastro si aggiunta la politica attuata dall’ex ministro Fornero che con il governo Monti ha amplificato i danni applicando un principio di equità e rigore solo sugli ultimi della terra, risparmiando i soliti noti.

Alla precarietà giovanile introdotta con la ‘contrattualistica creativa’, figlia della legge Biagi, il governo Monti ha messo in atto un'autentica aggressione contro i lavoratori invece tutelati creando ulteriore instabilità occupazionale.

Ecco quindi lo scenario attuale in cui ai giovani, ma anche ormai ai meno giovani, è stata sottratta la dignità e la cittadinanza di lavoratori grazie a contratti intermittenti, la modifica dell’articolo 18, le sempre più frequenti esternalizzazioni di rami d’azienda, vere e teppistiche operazioni di pre-licenziamento.

L’ultima riforma delle pensioni targata Fornero ha poi dato il colpo di grazia al mercato del lavoro soffocando quello che è il fisiologico, inevitabile e necessario ricambio generazionale. Grazie a quella ‘pensata’ le aziende sono costrette a mantenere in attività lavorativa risorse umane sulla soglia dei 70 anni.

Decisamente un scherzo da prete, se si considera che mediamente un over 60 enne costa il doppio di un giovane neo assunto.

L’attuale governo Letta cincischia sull’argomento. Discute di incentivi strutturali alle aziende, di formazione lavoro e rete dei servizi. Ma sono solo chiacchiere, non va alla ciccia, anzi annuncia ulteriori disastri come quello del ministro Giovannini che sta valutando l'ipotesi della pensione anticipata con prestito INPS.

Meraviglioso, così il lavoratore che raggiungerà l’agognata pensione ci andrà con un debito da rimborsare all’Inps.

E se poi muore chi rimborsa l’istituto? Niente paura, ci saranno gli eredi, magari i figli precari.

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