Si chiama Immagini Amiche la campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Unione Donne in Italia lo scorso 8 marzo
di Elis Helena Viettone
Con questa iniziativa l’Udi mira a concentrare l’attenzione sugli spazi pubblici.
In linea con la Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 in cui si chiedeva agli enti locali di non utilizzare aree della collettività per veicolare messaggi lesivi della dignità della donna, Immagini Amiche vuole verificare, in collaborazione con i cittadini, quanto questi atti comunitari siano stati attesi e dimostrare che “un’altra comunicazione è possibile” per una convivenza serena e rispettosa dei generi.
di Elis Helena Viettone
Con questa iniziativa l’Udi mira a concentrare l’attenzione sugli spazi pubblici.
In linea con la Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 in cui si chiedeva agli enti locali di non utilizzare aree della collettività per veicolare messaggi lesivi della dignità della donna, Immagini Amiche vuole verificare, in collaborazione con i cittadini, quanto questi atti comunitari siano stati attesi e dimostrare che “un’altra comunicazione è possibile” per una convivenza serena e rispettosa dei generi.
La Campagna vuole entrare nelle scuole e tra la gente invitando tutti e tutte a compilare fino al 25 novembre 2011 i Quaderni Bianchi, ovvero segnalando quali comunicazioni, pubblicitarie e non, sono sentite come amiche e reali.
In seguito questi Quaderni verranno portati al Parlamento europeo da una delegazione dell’Udi.
Nell’ambito di questa campagna è stato inoltre istituito lo scorso 26 maggio il Premio Immagini Amiche, volto a individuare quelle pubblicità o trasmissioni televisive che riescono a fare una buona comunicazione senza offendere nessuno.
«Con questo premio vogliamo dimostrare che certe immagini fortemente omologanti non funzionano e che certe altre libere da stereotipi funzionano molto meglio» ha spiegato Daniela Brancati, giornalista esperta di comunicazione e Presidente del Premio Immagini Amiche «Ci tengo a sottolineare che questo premio non è “alle immagini rispettose”, perché una cattiva pubblicità o un brutto programma che siano rispettosi non saranno premiati. Noi vogliamo incentivare una comunicazione efficace, ispirata da uno sguardo che non sia sempre e solo quello maschile».
Il Premio consterà di quattro sezioni: pubblicità televisiva, affissioni, pubblicità su carta stampata e intrattenimento televisivo, alle quali si aggiungerà una menzione speciale per i Comuni.
Due giurie, una tecnica e una popolare, valuteranno gli iscritti al concorso, raccogliendo anche le preferenze espresse dagli utenti direttamente sul sito dell’Udi.
Positive sono le premesse da cui questo premio muove.
Non un tribunale inquisitore e una caccia alle streghe con i quali mettere all’indice una serie di prodotti televisivi e pubblicitari.
Non una contrapposizione ideologica tra i “buoni” e i “cattivi”.
Piuttosto una costruzione di nuovi significati e una riflessione che unisca i generi, come ha ricordato Pina Nuzzo, delegata nazionale dell’Udi, e che favorisca il dialogo e lo scambio di idee, per non escludere nessuno dalla partecipazione a una nuova collettività concepita per donne e uomini.
In un periodo storico in cui la nostra società sembra avanzare più per scontri che per sintesi di diverse pulsioni, la politica assomiglia sempre di più al calcio e si tende alla radicalizzazione di tutte le contrapposizioni, favorendo un clima di generale ostilità, che sia il linguaggio delle donne a riportare i toni in un ambito di sereno scambio e a dare un esempio di civiltà a tutti?
Per maggiori info:
http://unionedonne.altervista.org/index.php/torna-al-menu-precedente.html
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