Centinaia di processi per mafia potrebbero essere cancellati a causa di una sentenza della cassazione che ha sollevato non poche polemicheUna norma antimafia che mette a rischio centinaia di processi, aggravanti e pene più severe per i boss che potrebbero bloccare il normale corso della giustizia. Sembra un paradosso, ma è quello che è successo a Catania, quando è stato sospeso il procedimento contro il mafioso Attilio Amante e altri otto imputati.
E’ l’effetto immediato di una sentenza della Cassazione del 21 gennaio che stabilisce che non è il tribunale a dover giudicare, ma la Corte d’Assise. Il perché di questa decisone dei giudici supremi non si conosce ancora, ma a spostare la competenza della trattazione del processo, secondo i tecnici di Via Arenula, è un articolo della cosiddetta legge Cirielli che nel 2005 ha aumentato a 24 anni la pena massima per il reato di associazione mafiosa.
Con pene così alte il dibattimento passa nelle mani della corte d’Assise e centinaia di processi per mafia potrebbero essere azzerati.
A lanciare l’allarme sono i pm di Palermo, per il procuratore aggiunto Antonio Ingroia la catastrofe ha dei potenziali effetti devastanti.
Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani chiede al governo di intervenire con urgenza, ma il ministro della Giustizia Alfano assicura: “non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza, ma eviteremo effetti discorsivi per i processi in corso”.
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