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Preti gay, Arcigay contro Chiesa e Panorama: operazione orribile

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Preti gay, Arcigay contro Chiesa e Panorama: operazione orribilePreti e omosessualità, tonache e unghie rosa. Un'inchiesta di Panorama indaga sulle notti gay di alcuni sacerdoti che vivono a Roma. Ne individua tre, li riprende con le telecamere nascoste e lancia la copertina.

Racconta la loro doppia vita, li segue da Testaccio al Gay Village fino agli incontri che si procurano via Internet. Le reazioni da parte della Chiesa sono immediate e, ovviamente, non condivisibili.

Il Vicariato di Roma guidato dal cardinale Agostino Vallini ribadisce che c'è incompatibilità tra essere sacerdoti e omosessualità, usa parole di fuoco.

"Questi non hanno capito che cosa sia il sacerdozio cattolico e non dovevano diventare preti", afferma in una nota il Vicariato che continua: "siano coerenti e vengano allo scoperto dato che nessuno li costringe a rimanere preti".

"Non vogliamo loro del male - spiega la Chiesa di Roma - ma non possiamo accettare che con i loro comportamenti sia infangata l'onorabilità di tutti gli altri".

Aurelio Mancuso, esponente di spicco della comunità gay italiana, se la prende sia con Panorama che con la Chiesa. "Sbagliate le reazioni ecclesiastiche perché - dice - tendono ad accreditare l'omosessualità all'interno della Chiesa come un fenomeno marginale, ma il reportage di Panorama sui preti gay - sostiene Mancuso - è un'operazione politica e culturale orribile perché, per attaccare la Chiesa cattolica, propina una visione della comunità omosessuale zeppa di stereotipi e di luoghi comuni".
 


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