Nell'orto di casa l'ennesimo litigio da padre e figlia. Lei Nosheen Butt ha vent'anni studia in un istituto tecnico, lui Hamad Kahan Butt, 53 anni fa il saldatore e da mesi cerca di convincere la ragazza a sposare un pakistano come loro.A Novi di Modena, in Emilia Romagna, c'è una grande comunità di immigrati pakistani che lavorano soprattutto come agricoltori.
Nosheen dice ancora una volta no alle nozze combinate, il padre inizia a picchiarla ma la moglie, Begm Shnez, 46 anni, si mette tra i due.
L'uomo allora aggredisce anche lei e la colpisce con un mattone sulla testa, la donna si accascia. Intanto il figlio maggiore, 19 anni, operaio, che sta dalla parte del padre, picchia con una spranga la sorella.
Le grida richiamano l'attenzione di vicini di casa che avvertono i carabinieri. Madre e figlia vengono portate con un elicottero in ospedale, lì la mamma muore, la ragazza viene operata e si salva.
In caserma intanto suo padre e suo fratello vengono interrogati, non aprono bocca, finiscono in carcere come ci finì quattro anni fa un altro padre, a Brescia, che uccise la figlia Hina perché voleva vivere come una ragazza occidentale.
In quel caso la madre scelse di stare dalla parte del marito, non come Begm Shnez, madre di cinque figli, il più piccolo di un anno, morta quasi lapidata per difendere la figlia maggiore la cui colpa è quella di voler vivere una vita libera e uguale alle amiche italiane.
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