Era già successo a Verona in una piscina comunale, una donna con addosso il burkini, l'abito tuta per le donne musulmane che non vogliono rinunciare al nuoto, aveva suscitato paura fra i bambini.Adesso si replica in un piccolo paese in provincia di Latina, a Sonnino. Una mamma marocchina accompagna il figlio all'asilo indossando il burqa, il tradizionale velo che copre completamente la donna, compreso il viso.
Così, nell'unica scuola per l'infanzia del paese, scoppia il panico con genitori alle prese con i figli in lacrime per quella presenza misteriosa, già definita dai piccoli 'la maestra nera'.
A stemperare gli animi ci prova il marito della donna, anche imam della moschea di Priverno, che spiega: questo è un abito della nostra tradizione, non c'è nulla di cui spaventarsi.
Per la mamma magrebina sembra un simbolo irrinunciabile.
Niente contro di lei, fuori dalla scuola è libera di indossare quello che vuole, ma chiediamo che all'interno dell'istituto si faccia riconoscere. Questa la posizione delle altre mamme, preoccupate anche che sotto l'abito nero possa nascondersi chiunque.
Il tentativo di raggiungere una mediazione è affidato, mercoledì prossimo, ad un dirigente scolastico con la coppia di genitori magrebini e il sindaco. Quest'ultimo assicura che "il nostro è un paese ospitale, ma questa storia del burqa va risolta al più presto".
Se il dialogo dovesse saltare è pronto un rimedio alternativo. Un'ordinanza specifica per costringere la donna a non indossare più il suo burqa.
Un complicato affare di paese che si inserisce alla perfezione in un contesto europeo, dove il divieto o meno di indossare il burqa provoca continue tensioni.
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