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Il 2009 anno nero per i reporter nel mondo, 71 uccisi

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Reporter, nel 2009 71 giornalisti uccisiLa professione del reporter oltre che ad essere difficile è negli anni, diventata sempre più pericolosa, ed il 2009 è stato l’anno che ha registrato il più alto numero di morti. L’associazione Committee to Protect Journalist nel suo rapporto “Attacks on the press 2009” indica lo scorso anno come il peggiore degli ultimi 17 anni.

Dal 1992 sono 801 i giornalisti rimasti uccisi in varie parti del Mondo durante lo svolgimento del loro lavoro e spesso di queste uccisioni non sono mai stati trovati i colpevoli. Sempre più spesso sono giornalisti che scrivono sul web o freelance ad arrivare in luoghi dove i colleghi di testate giornalistiche non sono presenti e non possono contare sull’appoggio di strutture di supporto.

I numeri parlano da soli, lo scorso anno sono 71 i reporter rimasti uccisi e oltre 130 sono finiti nelle carceri dei paesi dove lavoravano e l’accusa più invocata da quei governi per il loro fermo è quella politica, antigovernativa.

Nell’elenco dei paesi con più alto numero d’uccisioni, troviamo ai primi posti Filippine, Iraq, Somalia, Pakistan, mentre per gli arresti e le incarcerazioni spiccano paesi come Cina, Iran e Cuba.

Secondo Cpj proprio la rete può essere, e lo è già stata, la chiave per mettere sotto pressioni quei governi che usano la repressione e l’arresto immotivato, dando visibilità ed un supporto a freelance ed indipendenti che altrimenti non possono avere.


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