Don Riccardo Seppia, arrestato la scorsa settimana per presunti abusi sessuali su minori e per cessione di cocaina, oggi nel corso dell’interrogatorio di garanzia con il gip Annalisa Giacalone si è avvalso della facoltà di non rispondere.
A riferirlo è l’Ansa che riporta le dichiarazioni del legale del parroco genovese che ha assicurato che dopo la lettura del fascicolo il suo assistito sarà “pronto ad assumersi le sue responsabilità e a collaborare con i magistrati”.
Nel frattempo l’inchiesta si arricchisce di altri tre indagati. Un ex seminarista genovese di circa 40 anni e due uomini sospettati di aver rifornito il parroco delle sostanze stupefacenti grazie alle quali avrebbe ottenuto favori sessuali.
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NON FATEVI IMBROGLIARE ANCORA UNA VOLTA COME DA 2000 ANNI
Come ha sottolineato, infatti, Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio” . In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione […] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
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