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Allenati per la vita

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Allenati per la vitaSembrava un discorso chiuso, ma è bene ancora parlarne visto che in Lombardia in alcune scuole viene ancora effettuato, anche se in modo volontario. Si chiama “Allenati per la vita” e non è chiaro se il corso sia promulgato in modo imperativo o propositivo.

È il nome di un programma rivolto agli studenti delle scuole superiori italiane e promosso grazie a un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Difesa: anzi, per dirla come recitano alcune presentazioni che girano per le scuole italiane, “è supportata dalla sinergia che viene sempre di più sospinta dal Ministro Gelmini e dal Ministro La Russa”.

La notizia è stata riportata qualche tempo fa da Famiglia Cristiana, citando una circolare del comando militare della Lombardia rivolta ai professori della regione.

In cosa consiste il corso (che produrrà credito formativo)? Lezioni teoriche incluse in diritto e costituzione, corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto, salvataggio e sopravvivenza. In più, percorsi ginnico-militari, tiro con l'arco e con la pistola ad aria compressa.

Secondo il progetto "la pratica del mondo sportivo militare (...) permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”.

Singolare che questa attività arrivi in un paese che da anni non ha più il servizio militare obbligatorio. Ma non c'è nulla di coercitivo, ci mancherebbe. Tant'è che la circolare dice che a fine corso ci sarà “una gara pratica tra pattuglie di studenti”. Pattuglie. Sembra una "mini naja" (il progetto caro a La Russa) istituzionalizzata.

Tutto sembrerebbe solo teorico ma è bene sapere che questo progetto è attivo già dal 2007 in Lombardia e lo scorso anno ha avuto un elevato consenso da parte dei ragazzi (circa 900 iscritti).

Vediamo in modo più preciso come funziona questa iniziativa?

Il progetto prevede uscite nei boschi e il pernottamento in ambienti ostili, lezioni di primo soccorso, arrampicata, tiro con arco e pistola ad aria compressa, nuoto e salvataggio, orienteering e percorsi ginnici.

Queste attività "permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, "il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”; però se uno è interessato alla carriera militare o alle forze dell’ordine può informarsi una volta cresciuto quando si ha la maturità giusta!!!

Ma la cosa che ci lascia perplessi è che a fine corso ci sarà "una gara pratica tra pattuglie di studenti” (probabilmente per selezionare i migliori da spedire nelle missioni di “pace” in Afghanistan o in Iraq).

Beh che dire? E' un progetto che probabilmente svilupperà dei piccoli studenti-soldato, delle macchine perfette in grado di sapersela cavare in ogni situazione, dal 4 in matematica alla caccia al cinghiale!

Naturalmente per questo progetto servono fondi… e i tagli effettuati alla scuola pubblica, all’università, alla ricerca?

Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by www.costierabarocca.it
 


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