A prescindere le assicurazioni del cavaliere che prima era ottimista con la ripresa economica nazionale e che oggi chiede sacrifici per la finanziaria 2010, una cosa è certa l’Italia industriale, l’Italia che conta con il prodotto da esportare, l’Italia che costituisce lo zoccolo duro della vera ricchezza nazionale sta scomparendo, lasciando un deserto alle sue spalle per una eventuale e possibile futura ripresa.Un’altra azienda sta trasferendo all’estero le sue attività chiudendo e lasciando panico tra i lavoratori: parliamo dello stabilimento OMSA di Faenza (RA).
Questo è ciò che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale. Singolarmente è facile che ogni evento si concretizzi tra la cattiva informazione o mancanza di interventi pubblici, ma tra qualche mese l’Italia avrà perso l’opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di dipendenti.
Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni. Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono sempre più scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia).
Da tutta questa storia per l’ennesima volta si rimane allucinati che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.
Noi con questa notizia non possiamo fare altro di dare ampia visione del problema ed essere vicini alle lavoratrici OMSA che invitano tutte le donne ad essere solidali con loro e con le lavoratrici degli altri marchi coinvolti Philippe Matignon - Sisi Omsa - Golden Lady - Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè – Serenella.
Parliamo in definitiva di “vittime” di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it
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vorrei solo aggiungere che non sò quanto sia vecchio questo articolo, ma devo fare una precisazione...purtroppo il presidio è stato smantellato da parecchio tempo! Siete un pò indietro con le informazioni! E questo, anche grazie al sindacato che non ha fatto proprio un tubo per aiutarci a mantenerlo anzi....ci ha remato contro! E questo mi costa molto dirlo, anche perchè io ci credevo e ho dato tutto per poterlo tenerlo in piedi, ma naturalmente io sono solo una pedina.....anzi sono solo un numero!






