
Due giorni neri per gli amanti del mare e delle immersioni subacquee, due persone morte a Portofino e uno a Trieste, mentre una quarta persona è in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell'Ospedale Cattinara di Trieste.
Senza entrare nel merito delle singole vicende, saranno le indagini a svelare i motivi che hanno portato a queste tragedie, perché in ogni modo di tragedia si tratta, perdere la vita in mare per una passione, che altro può essere.
Probabilmente, ho iniziato prima a muovermi nell’acqua che a camminare, e poi via in apnea a cominciare ad esplorare il Pianeta Blu, fino ad arrivare alle immersioni con ARA.
Ho sperimentato, di quanto sia facile, in un ambiente in cui l’uomo è ospite, trovarsi in difficoltà per cose che sulla terraferma non c’impensieriscono mai e visto anche sub esperti commettere delle leggerezze.
In mare e sottoacqua, questo non è permesso, il sentirsi troppo sicuri di sé o l'inesperienza può farti commettere degli errori ed il prezzo è sempre alto. Le condizioni in mare, possono cambiare repentinamente e anche le condizioni fisiche, non sono uguali tutti i giorni, scendere in acqua in non perfette condizioni fisiche è il primo errore da non commettere.
Controllare sempre personalmente la propria attrezzatura, programmare l’immersione e rispettarla sia nei tempi sia nelle profondità da raggiungere e quando ci s’immerge in acque non conosciute, farlo sempre con persone del luogo e seguire le loro indicazioni e soprattutto non immergersi da soli.
Probabilmente, per molte persone questo può essere una seccatura, tanto ho il brevetto so come fare, dimenticando che la scuola d’immersione ti forma, ti mette in condizioni di fare immersioni in sicurezza, ma solo il tempo, la pratica e l’attenzione costante ti permettono di affinarti e di rispettare il mare che ti ospita.
La bellezza delle immersioni può essere cancellata da una disattenzione o da una leggerezza e non serve dare una mano al destino, perché la tragedia, può capitare anche se hai fatto tutto nel modo corretto.






