“Resta sotto sequestro il centro sportivo Salaria Sport Village uno dei complessi finiti nell'inchiesta su presunti abusi edilizi avviata tempo fa dal pubblico ministero Sergio Colaiocco. La decisione e' del Tribunale del riesame presieduto da Vincenzo Gaetano Capozza il quale ha respinto oggi (11 giugno 2009) la richiesta di dissequestro che era stata presentata dal legale rappresentante della societa' Giovanni Sotis”.
Facciamo seguito al nostro precedente articolo “Mondiali di nuoto 2009: la Città di Roma è pronta?” allo scopo di fornire un’informazione il più possibile completa circa gli eventi che si succederanno sino all’avvio dei campionati mondiali di nuoto previsto per il 18 luglio 2009.
Ricordiamo che il 25 maggio 2009 esplosero nuovi problemi per gli organizzatori del Mondiale di nuoto. Il Gip Gabriella Pavone, su richiesta del Pm Sergio Colaiocco, aveva posto sotto sequestro tutte le nuove "implementazioni" del Salaria Sport Village. Il centro in prossimità della località Settebagni dovrebbe servire per gli allenamenti degli atleti. Le piscine e gli spogliatoi, devono essere utilizzati durante i mondiali solo se la Commissione collaudi darà il via libera.
Il sequestro era stato deciso poiché le nuove strutture, realizzate in base ad un provvedimento del commissario straordinario per i mondiali di nuoto Claudio Rinaldi (indagato insieme con il rappresentante legale del centro sportivo), non sono conformi con le disposizioni dell'ordinanza della Presidenza del Consiglio del 2005 che, nell'attribuire i poteri al commissario, stabiliva anche che le opere dovevano essere realizzate d'intesa con l'assessorato all'urbanistica del comune di Roma.
A suo tempo, l’evento del mondiale aveva dato il via ad un diluvio di iniziative private con agevolazioni pubbliche, rappresentando un alibi per il vero scopo finale. Infatti, troppe opere previste per le attività sportive del mondiale di nuoto 2009 non saranno finite in tempo per la data di avvio. Ma come è stato possibile?
Quando Roma ottiene i Mondiali 2009 parte la carica delle piscine. Cinque impianti saranno pubblici (Tor Vergata, Foro Italico, Ostia, Valco San Paolo, Pietralata). Ma non basteranno. La giunta comunale in carica decide allora di aprire ai privati che bussano alle sue porte. In fondo, si tratta di prendere tre piccioni con una fava: organizzare i Mondiali, costruire la memorabile opera nel campus e rendere Roma una capitale natatoria planetaria. Partono 38 richieste, il commissario straordinario (all'epoca Angelo Balducci) ne avalla 23. La giunta filtra e riduce a 10 (un anno dopo ne accoglierà altre 3).
Ma durante la fase di avvio dei lavori ben presto partono azioni giudiziarie su gran parte dei progetti ed in particolare quella a firma Italia Nostra contro Salaria Sport Village: "abuso edilizio, deviazione acque e modificazione terre, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, truffa ai danni dello Stato”.
Ed in particolare sulle opere di ampliamento del centro Sport Village che riguardano 161 mila metri cubi di cemento, il Pd regionale, capitolino, provinciale e del IV municipio chiede “chiarezza”.
L’edificazione è stata infatti progettata “su un terreno agro-romano e nell’alveo del fiume Tevere, – ha aggiunto il vice presidente del Consiglio del municipio IV Riccardo Corbucci – un’area finita sott’acqua quando c’è stata l’esondazione e che è talmente prossima al fiume da diventare pericolosa. Il progetto – ha continuato – parla poi di una sorta di beauty farm con stanze, noi vogliamo verificare che lo sport non sia una scusa”.
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it
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