Con la storia millenaria delle civiltà che sono fiorite sulle sue sponde, il mar mediterraneo, conserva nelle sue acque preziosi tesori, resti di queste grandi civiltà, Egizi, Fenici, Greci e Romani, solo per citarne alcuni.
Negli anni di ritrovamenti c’è ne sono stati, tutti di grande importanza storica, ma solo per alcuni di loro, la notizia ha fatto il giro del Mondo.
Ai nostri giorni, grazie a sempre più sofisticati sonar a scansione laterale ed all’impegno di Enti locali e fondazioni private, è possibile, come a Panarea, ritrovare quattro relitti di epoca greco-romana ancora integri e intravedere le tracce di una quinta nave.
I relitti sono stati rinvenuti nelle acque di Panarea, tra Capo Milazzese e l’isola di Basiluzzo, ad una profondità tra i 100 ed i 150 metri, con un sonar di nuova generazione, grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della regione Sicilia e alla Fondazione Aurora Trust (USA).
Grazie alla sofisticata tecnologia del sonar, è stato possibile individuare il carico di anfore, ancora nella loro posizione originale e tracciare la dimensione degli scafi, tra i 13 e 15 metri di lunghezza, 4 di larghezza e con un’altezza dal fondo di circa 2 metri.
Con l’ausilio del robot ROV è stato possibile individuare anche i tipi di anfora ed il loro presumile carico e cercare una possibile datazione dei relitti, stimata approssimativamente, tra il II ed I secolo a.C.
Nei giorni a venire con l’ausilio del ROV e di professionisti subacquei di alto fondale, i dati saranno verificati e completati e consegneranno alla Sicilia ed al nostro Paese, nuovi reperti del suo passato e la certezza che in quelle acque c’è ancora molto da scoprire.













