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Oggi i funerali del piccolo Jacopo

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Oggi i funerali del piccolo JacopoOggi i funerali del piccolo Jacopo, il neonato deceduto il 28 agosto al Policlinico Casilino di Roma.

di Gabriella Pacini (*)

“Vogliamo capire cosa ci ha portato via il nostro piccolo tesoro” questa la motivazione che ha spinto i due genitori ha presentare una denuncia in procura dichiarando di aver assistito ad una animata discussione tra le ostetriche dell’ospedale.

 

Ma una delle tre ostetriche presenti in sala parto ricorda: “non abbiamo avuto nessuna discussione, la signora è arrivata con delle contrazioni e, avendo già fatto due precedenti cesarei, abbiamo preparato la sala operatoria. Prima di tutto però abbiamo subito ripetuto la analisi del sangue, quelle che aveva la signora non erano recenti e sono indispensabili per l’intervento chirurgico. Era una giornata tranquilla e abbiamo anche potuto parlare  un pò di più con la signora cercando di farla sentire il più possibile a suo agio. Siamo molto dispiaciute per la morte del piccolo Jacopo, abbiamo fatto tutto il possibile, e comprendiamo il grande dolore dei genitori, ma ci sentiamo anche ferite dalle accuse che ci sono state rivolte. Il nostro è un lavoro bellissimo e quasi sempre c’è molta gioia e felicità ma a volte, in rari casi per fortuna,  non è così e questo malgrado tutte le precauzioni e attenzioni possibili”.

Nel frattempo i primi risultati dell’autopsia effettuata martedì pomeriggio all’Istituto di Medicina Legale dell’università La Sapienza e ancora da confermare, avrebbero riscontrato la presenza di un infezione batterica che potrebbe essere stata la causa della morte del piccolo Jacopo.

Intanto sul caso il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando, ha chiesto una relazione alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che a sua volta ha inviato i suoi ispettori in ospedale.

La cartella clinica è stata sequestrata dalla polizia giudiziaria. La Regione Lazio ieri mattina ha inviato i suoi ispettori per capire se c’è stata qualche anomalia. Il reato ipotizzato dalla procura di Roma è  quello di omicidio colposo ma nel registro degli indagati per ora non c’è nessun iscritto.

E’ comprensibile che di fronte ad un così grande dolore i genitori cerchino una spiegazione ma purtroppo, molto spesso, questo si traduce nella ricerca di un responsabile, un “capro espiatorio” verso cui rivolgere la propria rabbia e il proprio dolore.

L’ossessiva ricerca del colpevole ha portato negli ultimi anni ad un grande aumento delle denuncie in sala parto. Denuncie che si risolvono nella grande maggioranza dei casi con l’assoluzione dei sanitari, medici e ostetriche, ma che spesso poi sviluppano una modalità difensiva.’Lavorare con l’avvocato sulla spalla’ causa un notevole aumento della medicalizzazione proprio per il timore di essere accusati di ‘non essere intervenuti’.

Questo atteggiamento è una delle cause principali che ci porta ad essere uno dei paesi con il più alto tasso di cesarei al mondo.

E’ importante non fare di tutta l’erba un fascio, ma cercare di distinguere tra i veri casi di malasanità e quando invece non era proprio possibile avere un altro risultato. Onnipotente è solo Dio, per chi ci crede”.

(*)
Ostetrica dell’associazione Vita di Donna

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