E' una riconquista, pezzo dopo pezzo, maceria dopo maceria. Il Popolo delle carriole viola ancora una volta la zona rossa del centro storico dell'Aquila per liberarla dai calcinacci e dai detriti del terremoto del 6 aprile scorso.Pezzo dopo pezzo, domenica dopo domenica, hanno iniziato il 28 febbraio e non smettono. La parola d'ordine lanciata con speranza e con rabbia è ricostruzione.
"Togliere le macerie dalle nostre piazza ha anche un valore simbolico per ognuno di noi - dice Elisa Carsoli del Popolo delle carriole - significa togliere un pezzettino delle nostre macerie ed elaborare il dolore".
"Ho preso botte da destra e da sinistra sulla stampa perché in questo Paese diventa difficile dire le cose come stanno - dice il sindaco Massimo Cialente - il governo ha fatto molto, ma c'è moltissimo da fare".
E cosa ha funzionato e cosa no, ad un anno dal sisma, è una domanda che si è posta anche Ballarò. La trasmissione Rai chiusa per la par condicio continua comunque a lavorare ed è arrivata all'Aquila per una puntata speciale.
"Ballarò piace e il fatto che non ci sia è segno di debolezza del potere", commenta Giovanni Floris.
Dopo un anno un anno il 50% degli aquilani è ancora senza casa. Delle 5.400 imprese che operavano prima nel territorio, la Confcommercio segnala che il 63% lavorava nel terziario ed ora sono solo 21 ad essere ripartite nella zona rossa. Delle oltre 1.000 attività commerciali, 438, solo il 35%, ha riaperto.
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