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Il padre condannato a mantenere la figlia “bambocciona”

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Studentessa svogliata, fuori corso da otto anni, senza neppure un lavoretto per aiutare la famiglia a coprire le spese dell’università. La classica bambocciona, insomma, con l’aggravante della pigrizia. Eppure per i giudici la ragazza ha il diritto di essere mantenuta alla tenera età di 32 anni.

La sentenza è del Tribunale di Bergamo che ha esaminato il ricorso di una studentessa trentina.

I suoi genitori si sono separati e il padre si è ricostruito una famiglia a Bergamo. Per nove anni ha puntualmente pagato l’assegno di mantenimento per figlia, 350 euro al mese. Quando questa ha compiuto 29 anni, senza essersi neppure avvicinata al traguardo della laurea, l’uomo, un artigiano, si è stancato e ha deciso di chiudere i cordoni della borsa.

La figlia per tre anni non si è lamentata, poi ci ha ripensato e gli ha fatto causa chiedendo al tribunale di Bergamo di far rispettare al padre le clausole del divorzio che prevedevano il suo mantenimento finché lei non fosse diventata autosufficiente.

I giudici gli hanno dato ragione. D’altra parte come si può autorizzare un genitore a mollare la figlia e privarla del necessario sostentamento?

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Commenti (2)

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Infatti, non sono i figli che chiedono di nascere, i genitori hanno il diritto e dovere di responsabilizzarli ma anche di mantenerli fino e che questi saranno autosufficienti o potranno contribuire al bilancio familiare.
Non tutti reggono i giusti ritmi di studio, le cose possono anche andare male, ci si può deprimere, si può perdere la giusta motivazione e subentra la svogliatezza mentre quelli che ce l'hanno fatta non sanno fare altro che prenderti in giro e ricordare che sei un bamboccione fannullone svogliato.
Non prendetevela coi figli ma con l'università (i metodi didattici arcaici, i professori che ti sbarrano la strada con inutili difficoltà) e la situazione economico sociale lavorativa italiana, e soprattutto, non fate figli se poi li volete scaricare in mezzo alla strada.
sono disgustato , gennaio 17, 2010
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Che Brunetta debba decidere per legge sulle scelte personali delle famiglie mi sembra proprio il colmo. Quando non si riesce a fare in modo che i giovani trovino una sistemazione a causa di una economia stagnante allora è più comodo chiamarli bamboccioni;,quelli mantenuti dai genitori una volta si chiamavano fannulloni e solo quelli.
andrea46 , aprile 17, 2010

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