La SIAE svolge una funzione che troppo spesso viene contestata sia da quelli che dovrebbe proteggere, che da quelli che pagano la protezione di chi produce opere d’ingegno, cioè gli utilizzatori finali.Per quest’ultimi, è un’attività quasi quotidiana quella di scoprire l’esistenza di tasse e gabelle, tanto incomprensibili quanto ingiustificate.
Ma ciò potrebbe anche essere accettato di buon grado se i produttori di opere d’ingegno, attori, cantanti, artisti in genere, non lamentassero la mancanza di puntualità nella corresponsione del dovuto, cioè i diritti che gli utenti pagano e che in gran parte vengono utilizzati per mantenere in piedi la baracca.
Così di tasse, ora se ne aggiunge un’altra e questa riguarda la memoria. Tranquilli, la tassa o “equo compenso”, sarà applicata non alla mente umana, ma ha tutti quei dispostivi che contengono una memoria digitale o i DVD.
Accogliendo, in ritardo, una disposizione Comunitaria, il decreto pubblicato ieri che definisce cifre e dispositivi soggetti all’equo compenso, dovuto al momento dell’acquisto, in base alla legge sui diritti d’autore.
Quindi una memoria Usb, Dvd, hardisk, e in generale, computer, lettori, telefoni cellulari, insomma qualsiasi dispositivo che ha la capacità di memorizzare, rientra nella tassa. Non importa se chi usa questi dispositivi violi la legge o no, l’equo compenso non guarda in faccia a nessuno.
Ovviamente i prezzi sono in ragione della capacità della memoria, più e grande e più si paga. A breve quindi aumenti dei prezzi dei prodotti che hanno queste caratteristiche.
Ovviamente, la difesa dei diritti d’autore è dovuta e compresa, e la pirateria va combattuta e non scusata, però il presumere che un cittadino in possesso di un dispositivo con capacità di memoria, lo usi in violazione delle leggi esistenti, d’equo ci pare che non abbia molto.
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