Questione di tempo. Ormai, si sa, ogni istante della nostra vita è scandito dal passare delle ore e dei minuti dei nostri orologi. Chi di noi non ha almeno una volta sognato una giornata più lunga per poter portare a compimento tutti gli appuntamenti quotidiani senza fare le solite e stressanti corse?
Un continuo inseguimento spasmodico del tempo che, vuoi o non vuoi, condiziona costantemente le nostre vite invase da dispositivi elettronici che non aiutano certo sotto questo punto di vista.
Sveglie, orologi, cellulari, computer, timer.. tutto passa per le lancette o i display digitali. Orologi atomici talmente precisi e perfetti da mettere in discussione addirittura la misurazione naturale del tempo attraverso il moto della Terra.
Un'alternarsi del giorno e della notte che grazie alla rotazione del nostro pianeta ha guidato l'umanità per millenni. La Terra come un orologio naturale.
Eppure da una cinquantina di anni la tecnologia è riuscita a fare meglio date le lievissime irregolarità nella rotazione terrestre che di fatto ogni 16-18 mesi portano ad una differenza di un secondo tra i due metodi di misurazione.
Nulla per noi comuni mortali, ma pensiamo a tutti quei marchingegni - i sistemi di trading finanziario ad esempio - attraverso i quali in un sol secondo passano dati fondamentali da tutto il mondo.
Così è stato inserito il cosiddetto "secondo intercalare", introdotto periodicamente per far allineare forzatamente natura e tecnologia. Un po' come accade con il 29 febbraio per far quadrare gli anni con il moto della Terra intorno al sole.
Ma c'è chi si oppone. Difficile nasconderne le motivazioni politiche. C'è chi vorrebbe, Stati Uniti in primis, abolire questo compromesso e affidarsi solo agli orologi atomici. Contrario ovviamente il Regno Unito che così perderebbe la supremazia di Greenwich.
Prestigio ma non solo. Rimettersi esclusivamente agli orologi atomici potrebbe portare alla lunga, si parla ovviamente di decine di migliaia di anni, a uno sfasamento molto evidente tra l’ora segnata dall’orologio e quella indicata dal sole. La disputa si trascina da anni e va ora allo scontro finale.
La decisione definitiva verrà presa il prossimo 30 giugno quando gli esperti della International Telecommunication Union si riuniranno a Ginevra.
Probabile che la scelta slitti addirittura alla riunione plenaria del 2015. D'altronde non è facile mettere d'accordo potenze internazionali soprattutto quando subentrano interessi politici ed economici. Questione di prestigio. Questione di tempo.






