
Sarà la procura di Padova, ad indagare sul caso di una donna che, presso l’ospedale civile della città, ha richiesto ed ottenuto di interrompere la sua gravidanza arrivata, secondo la sua dichiarazione, alla 22° settimana quindi entro i limiti di legge, in realtà gia alla ventiseiesima settimana.
Spaventata da un’ecografia, fatta a Bologna, che ipotizzava un’anomalia al feto e non rassicurata da un successivo esame morfologico eseguito a Padova, che non riscontrava problemi, la donna si è rivolta al ginecologo della Divisione Ginecologica dell’Ospedale di Padova, chiedendo di abortire, poiché entro la ventiduesima settimana.
Dopo avere praticato l’interruzione di gravidanza, il feto è stato esaminato dall’anatomopatologo, che si è reso conto, che quello che stava esaminando, non poteva essere un feto di ventidue settimane, come dichiarato in cartella clinica e tra l’altro era perfettamente sano.
Immediata la segnalazione al primario della divisione, che la ha girata per competenza alla magistratura, la quale ha avviato le indagini, che dovranno chiarire diversi punti, riguardanti, sia il ginecologo che ha praticato l’aborto, sia la donna.






