Il rapporto degli italiani con l'alcol
Ciao!
Ecco un articolo sulla settima relazione presentata al Parlamento sui consumi e sul modello di consumo di alcol in Italia.
"Il ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la settima relazione sugli interventi realizzati, da ministero e Regioni, riguardanti l'alcol. I dati presentati contengono anche i consumi alcolici e i modelli di consumo degli italiani. Questi confermano il progressivo allontanamento del Paese dal tradizionale modello mediterraneo: infatti è cresciuta nell'ultimo decennio la quota di coloro che consumano bevande alcoliche al di fuori dei pasti con un incremento particolarmente significativo tra le donne.
Quasi la metà (45,4 %) delle diagnosi ospedaliere per patologia totalmente correlata all'alcol riguarda persone over 55 e da alcuni anni questa percentuale appare in aumento nella classe di età 36-55 anni mentre continua a diminuire nella fascia di età 15-35 anni.
In rapporto alle altre diagnosi di ricovero legate all'alcoo, il numero delle diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica è in crescita da qualche anno passando, tra il 2000 e il 2008, dal 26,30 % al 35,00 % del totale di tali diagnosi. Anche le persone dipendenti all'alcool, ed in trattamento nei servizi pubblici, sono in costante aumento e dal 1996 e nel 2008 ne sono stati rilevati 66.548. Fra essi, la percentuale dei giovani al di sotto dei 30 anni rappresenta il 10,2% del totale, con un valore in modesta crescita rispetto a quello della precedente rilevazione, soprattutto tra i nuovi utenti.
I dati della Relazione comunque segnalano anche qualche positiva tendenza di consumi ed atteggiamenti legati all'alcol sia nella popolazione più giovane che in quella anziana di oltre 65 anni. Per la prima fascia presa in considerazione infatti si è rilevato il calo dei consumi di alcol fuori pasto tra i maschi di 14-17 anni e anche la diminuzione degli atteggiamenti di tolleranza nei confronti dell'ubriachezza tra i giovani studenti di 15-19 anni. In generale poi si è notato il decremento della quota di giovani studenti che si ubriacano. Invece per la fascia di popolazione più anziana si è rilevata la diminuzione del consumo a rischio in entrambi i sessi.
Inoltre si presentano in costante calo il tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica e quello di ricovero ospedaliero per patologie totalmente dovute all'alcol. Inoltre appare in lieve diminuzione, da qualche anno, la percentuale dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni in trattamento nei servizi alcologici. Resta ferma infine la minore diffusione tra i giovani, rispetto ai coetanei europei, di consumi a rischio quali l'assunzione frequente, il binge drinking, ovvero il consumo in breve tempo di molte unità alcoliche, e le ubriacature."
Marta
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