Campionessa italiana, vincitrice assoluta delle due ultime edizioni della Maratona di Roma, nella sezione Fitwalking, Agnese Zanotti nella vita non sportiva è mediatrice culturale, insegnante di italiano per stranieri, interprete, moglie e mamma di due splendide bambine di 3 e 5 anni.Abbiamo raggiunto Agnese nella sua nuova luminosissima casa, terzo piano, un grande balcone, e sopra un tranquillo terrazzo da cui sovrastando di poco le altre case ti senti proprio sotto il cielo. Agnese ne sembra davvero entusiasta.
Agnese: E’ una meraviglia vivere qui, entra il sole tutto il giorno! Avere un balcone e una grande terrazza è una la gioia per noi e per le bambine, perché vuol dire che da maggio a settembre possiamo vivere praticamente all’aperto!
Luce, sole, aria aperta, sembra proprio che parli di una passione…
Agnese: Si! Avendo vissuto per anni al centro di Roma, in una casa molto buia, apprezziamo molto questa nuova condizione. Amiamo gli spazi aperti e la possibilità di godere della natura, in fondo anche gli sport che abbiamo scelto seguono questa nostra inclinazione.
Nordikwalking per tuo marito, Fabio Moretti (…..), Fitwalking per te. Due discipline ancora non molto diffuse, quando avete iniziato, come le avete conosciute?

Agnese: Abbiamo scoperto il Nordikwalking nel 2004 per caso durante una vacanza estiva in Val Pusteria. Fin dalla lezione di prova abbiamo trovato la tecnica molto naturale e ci è piaciuto il fatto che ci mettesse così in contatto con la natura, perché fare Nordik vuol dire in fondo camminare a lungo tra le montagne. Ci è piaciuto a tal punto che l’anno successivo, superando una serie di difficoltà, siamo voluti tornare a Bolzano per partecipare entrambi al corso istruttori, e da li è iniziato tutto. Appena tornati Roma abbiamo iniziato a far conoscere il Nordik, abbiamo invitato tutti, genitori, amici, parenti, a fare delle camminate con noi e visto il successo che incontravamo presto ci siamo costituiti in associazione prima e in federazione poi.
Prima del 2004 tu eri già sportiva oppure hai iniziato in quella occasione a fare attività fisica?
Agnese: No, ero già abbastanza attiva anche prima del 2004, correvo come fanno un po’ tutti, correvo per me per il mio benessere, ho partecipato ogni anno la Maratona di Roma ma sempre con i miei tempi da corridore medio.
E al fitwalking come ci sei arrivata?
Agnese: Ci sono arrivata nel 2006 grazie ad una camminata con i fratelli Damilano venuti a Roma a promuovere l’attività. E’ stato il secondo colpo di fulmine, ho scoperto che le sensazioni fisiche che mi dava il fitwalking mi piacevano ancora di più del Nordik e così l’ho abbandonato per seguire la mia nuova passione! Bisogna saper essere istintivi nella vita… Collaboro ancora con Fabio mio marito, e con la federazione di Nordik, parto con loro, a volte stiamo fuori qualche giorno anche con le bambine, li aiuto, però non mi occupo della gestione e dei corsi..
Parlavi delle sensazioni che hai provato la prima volta “camminando a fit” come dici tu…
Agnese: Quella prima camminata con i Damilano all’Olgiata mi ha dato quello che volevo sentire quando facevo sport, cioè il fatto di sentire tutto il corpo che si muove, che lavora, che ti sostiene… Ognuno ha le proprie percezioni, però io, e molte delle persone con le quali ho camminato, ho la sensazione del cammino del corpo. Il nostro corpo è fatto per camminare, ed è una emozione bellissima muoversi in libertà, sentire la perfezione del movimento spontaneo. Altra cosa affascinante è il rapporto con la natura e con l’aria. E’ un po’ come nella corsa però il fatto che è meno traumatico e meno faticoso a livello cardiocircolatorio, non ti porta in debito di ossigeno, non ti viene quel fiatone e puoi sentire l’odore dell’aria, hai più tempo per guardare la natura, per sentire e per ragionare su quello che stai facendo. Per me camminare è un toccasana, cammino per me… se devo scrivere un progetto ad esempio, beh io mi metto le scarpe e vado a camminare, magari basta un’ora, torno e il progetto è scritto! Che effetto ti ha fatto passare dal camminare per piacere, all’essere la campionessa italiana e vincere le due, anzi tre, ultime maratone di Roma?
Agnese: La prima volta che ho vinto, la gara non era aperta a livello competitivo ai fitwalker e dunque… L’anno successivo invece c’èra la classifica. Quando sono arrivata prima al traguardo ero contenta di essere prima ma non capivo ancora bene, così mentre ero sul prato a fare stretching, gli altoparlanti mi hanno chiamata per la premiazione ed ho provato un’emozione grande di stupore e soddisfazione insieme! “La premiazione... ma voi siete matti” ho pensato. Quest’anno, invece, io volevo arrivare prima, sono partita con l’intenzione di arrivare prima, e l’ho fatto. Io che mi consideravo una persona non competitiva!
Cosa ti ha permesso questo cambiamento?
Agnese (ridendo): Forse semplicemente la voglia di vincere, il pensiero che qualcuno potesse arrivare prima di me! Il giorno prima della maratona ero al Marathon Village, tutti parlavano e sfoggiavano i propri tempi ed io ero li che non sapevo che dire… io che i miei tempi non li avevo mai ben calcolati e che anche ora faccio le maratone con la tessera dell’autobus in tasca pensando “dove mi fermo prendo l’autobus e torno a casa”… Ecco in quel momento penso di aver deciso che volevo vincere! Allenamento a parte è’ stata fondamentale la capacità che ho di chiedere molto a me stessa durante la gara, questo mi ha fatto superare le difficoltà che si incontrano in 42 lunghi km.
Come nelle favole in cui “cammina cammina…” il protagonista fa incontri particolari, trova oggetti magici e poteri straordinari attraverso i quali supera prove, ammazza draghi e salva principesse. Cosa succede a un fitwalker camminando camminando?
Agnese: Camminare molto fa acquisire resistenza, senso di libertà e uno sguardo aperto verso il futuro. Un camminatore scopre che può dare di più di quello che il cervello a volte gli dice, in quanto pigro o semplicemente protettivo. E questa è una capacità eccezionale, ti insegna a non mollare, a non fermarti alla prima difficoltà e a proiettarti nei luoghi o sugli obiettivi che stai per raggiungere.
Sei così decisa e determinata anche in altri ambiti della tua vita?
Agnese: Si, nella mia vita professionale ad esempio queste capacità sono una grande risorsa. Solo nel mio essere mamma mi lascio andare molto e mi permetto di essere non sempre al mio massimo, lasciando che le mie figlie si esprimano come desiderano.
La carriera di fitwalker ha modificato la tua vita professionale?
Agnese: No, non troppo, continuo ad insegnare italiano agli stranieri, sono anche mediatrice culturale, mi occupo dell’inserimento dei ragazzi extra comunitari nella scuola pubblica, tengo corsi all’università e poi faccio traduzione. Questo è il mio lavoro. Non c’entra niente con lo sport e non voglio che lo sport diventi un lavoro perché camminare rappresenta il modo per vivere il mio tempo libero!
Tiene anche dei corsi di fitwalking? Agnese: Assolutamente si, mi piace molto camminare insieme ad altre persone. Ci sono alcuni gruppi che mi raggiungono durante la settimana qui vicino casa dove mi alleno abitualmente e poi il sabato mattina sono quasi sempre al parco di Villa Pamphili. Ormai siamo diventati un gruppo di amici che si vede per camminare insieme. Di solito ci incontriamo alle 10 e chiunque vuole unirsi a noi per imparare è ben accetto. Come dicevo però non voglio che questo diventi il mio lavoro e che da questo dipenda il mio stipendio o il mio tempo. Voglio sentirmi libera di non andare o non andare, di non mancare agli impegni importanti delle mie figlie. Ecco questa è la libertà dell’attività sportiva vissuta come propria espressione nel tempo libero.
Dopo aver raggiunto vette così alte, quali sono ancora i tuoi sogni nel cassetto?
Agnese: Per quanto riguarda ulteriori traguardi agonistici per ora non so, non ci penso. Il mio sogno vero è girare tutta l’Italia a piedi, andare di paese in paese, di città in città, in totale libertà. Penso che per l’uomo moderno la vera libertà è quella di poter andare piano e senza meta!
Giovanna Miano
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