di Pier Francesco PanzaCon il Pilates per la prima volta abbiamo, nelle nostre palestre, un’attività in cui il coinvolgimento della mente chiama a plasmare il corpo.
Il termine Pilates deriva dal suo creatore Joseph Pilates (1880-1967) che ideò il suo metodo ginnastico stimolato dal personale impegno a migliorare il proprio fisico. Pilates aveva, infatti, un corpo gracile e rachitico che in pochi anni riuscì a trasformare fino a diventare addirittura modello per tavole di anatomia.
Unendo il sapere millenario di alcune discipline orientali, come lo Yoga e il Tai Chi, ad uno studio accurato dell’anatomia e del corpo umano in movimento, egli sistematizzò un metodo che aiuta il corpo a svilupparsi in maniera equilibrata, correggendo le posture sbagliate e rinvigorendo il fisico e la mente.
L’obiettivo principale del suo metodo è quello di condurre le persone ad unire il corpo e la mente in una singola, sana e funzionale unità (mens sana in corpore sano).
Per controllare la propria postura e i propri movimenti è necessario avere una piena consapevolezza del corpo e della respirazione.
A differenza di quasi tutte le forme di ginnastica che siamo stati abituati a praticare e che concentrano l’attività e l’attenzione sui muscoli più grandi e forti, nella tecnica Pilates sono i muscoli meno robusti, di cui spesso si ignora l’esistenza, ad essere esercitati.
Sono proprio le fasce muscolari più profonde e sconosciute che determinano la nostra postura e che possono essere rinforzate per contrastare i problemi tipici di un fisico costretto alla posizione seduta per lunghe ore e ad uno stile di vita sedentario, come quello che purtroppo siamo invitati a vivere ai giorni nostri.
Non crediate però si tratti di un’attività stressante, anzi la sensazione che si prova dopo una lezione di Pilates è di essere più alti, più fluidi e più rilassati.
Ed eccoci alla nostra lezione base in palestra:
Accompagnati da un bel sottofondo musicale iniziamo a riscaldarci con calma, magari in piedi, muovendo ogni parte del corpo come se lo volessimo scomporre, dai polsi, alle spalle, alle scapole, alla colonna, al bacino fino alle gambe, alle caviglie ed ai piedi. Facendo questo iniziamo a respirare correttamente per ritrovare il contatto e l’equilibrio tra il corpo e la mente.
Passiamo così agli esercizi sul tappetino, detto Mat, che possono essere svolti a corpo libero o richiedere l’ausilio di alcuni attrezzi specifici quali elastici o palle di varie dimensioni. Ogni esercizio sarà ripetuto di solito 5 volte, fino ad un massimo di 20. Non sono necessarie, infatti, ripetizioni infinite per far lavorare correttamente e rinforzare i nostri muscoli!
Prenderemo molte posizioni e ci troveremo a lavorare senza fretta ma intensamente, in piedi, sdraiati sulla schiena, sui fianchi, in ginocchio e con la pancia a terra, prima di arrivare ad un bel rilassamento finale.
E lo stretching?! Non ne abbiamo bisogno. Lo abbiamo fatto già con gli esercizi, che comportano un allungamento massimo delle nostre fasce muscolari e uno scioglimento delle nostre articolazioni intorpidite e legate dalla troppa sedentarietà.
Ma ATTENZIONE!!! Come in tutte le discipline, non tutti gli esercizi saranno adatti al vostro corpo, alla vostra condizione di allenamento o di patologia. In caso di problemi gravi della colonna vertebrale consultatevi dunque con il vostro medico. Durante le lezioni, invece, un buon insegnante saprà certamente seguirvi ed indicarvi varianti più adeguate, ma permettetevi di ascoltare in autonomia le sensazioni del vostro corpo, esso è infatti l’unico a sapere se quello che fate è veramente giusto e sano per voi.
Un ringraziamento personale al signor Pilates che mi ha dato, e spero lo darà anche a voi, la grandiosa possibilità di entrare in contatto con il mio corpo e di migliorarlo senza dover aver Fede in niente e in nessuno a parte me stesso.
Leggi l'intervista a Pier Francesco Panza
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