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Fitness, come iniziare il fitwalking

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Agnese Zanotti durante una gara di fitwalking Provo un gran senso di libertà quando posso infilarmi un paio di scarpe da ginnastica, i primi pantaloncini che trovo nel cassetto, una maglietta ed uscire a camminare per il quartiere con qualsiasi tempo.
Ma camminare come?

Molti per la strada non capiscono se sto camminando o correndo perché non conoscono ancora questa disciplina sportiva. Il fitwalking rappresenta l'aspetto allenante (“fit…ness" appunto) del cammino. E’ l’arte del camminare bene, a passo sostenuto. Si tratta di un esercizio sportivo alla portata di tutti perché non è traumatico per le articolazioni quindi è adatto per esempio a chi a problemi alle ginocchia oppure a chi è in sovrappeso.


Se è' vero che si tratta di cammino, è vero anche che per poter camminare bene e a passo svelto bisogna conoscere qualche aspetto tecnico che mi piace riassumere in tre punti fondamentali:
  1. Il giusto uso del piede
  2. Un’azione tonica e dinamica delle gambe
  3. Un corretto lavoro delle braccia
L'uso del piede è un ingrediente fondamentale nel fitwalking, deve compiere una "rullata" completa. Si inizia con l’appoggio del tallone, facendo attenzione ad alzare bene la punta in modo che si formi un angolo ben definito tra il tallone appoggiato e il terreno. Si passa poi per la pianta dove inizia gradualmente la fase di spinta che si concluderà solo con l’appoggio e la spinta della punta del piede fino a tutte le dita. Quindi il piede si usa tutto!

Questa per me è stata una vera scoperta perché, come molti del resto, ero abituata a camminare impegnando solo la parte centrale e anteriore del piede, ottenendo come effetto finale piedi gonfi e piccole distorsioni!

Il tallone ha una sua funzione, anzi una sua doppia funzione. E’ lo stabilizzatore del passo, il suo appoggio aiuta ad evitare tutte quelle fastidiose distorsioni che spesso si prendono senza motivo, ed è un bell'aiuto per il sangue che dalle gambe torna al cuore.

A questo lavoro attivo del piede corrisponde il lavoro delle gambe la cui muscolatura è tutta coinvolta dalla fase di appoggio, quando è richiesto un maggior impegno del quadricipite, fino a quella di spinta che coinvolge in particolar modo il bicipite femorale, i polpacci e i glutei. Naturalmente questo movimento è fatto tenendo la gamba morbida, non rigida sul ginocchio, e per dare maggiore scioltezza al movimento basta aggiungere un buona mobilità del bacino. Il tutto produrrà un passo armonico, ampio e dinamico.

Ora aggiungiamo il terzo ingrediente fondamentale del fitwalking , cioè il movimento delle braccia che contribuisce attivamente a dare all’azione di spinta dei piedi e delle gambe quella forza e quel ritmo necessari per una azione armonica e corretta. Con le braccia piegate, personalmente preferisco tenerle a 90° ma si possono tenere anche distese lungo i fianchi (azione meno sportiva ma ugualmente efficace), e con le spalle rilassate, si effettuano oscillazioni energiche (tipo gomitate all’indietro) con il gomito che raggiunge quasi l’altezza delle scapole e le mani che giungono fino ad una linea immaginaria di fronte allo sterno.

Il fitwalking è un’attività allenante, la muscolatura infatti è ampiamente coinvolta, è modellante, si pratica all’aria aperta e non ha bisogno di un’ attrezzatura tecnica particolarmente dispendiosa.

La sua completezza sta nel fatto che camminando, si può riflettere, pensare, concentrarsi su cose che durante il resto della giornata dobbiamo tralasciare... una valvola di sfogo importantissima, uno “ sport-antistress” naturalmente adatto al fisico e alla mente!

Agnese Zanotti
Vincitrice delle due ultime edizioni della Maratona di Roma, nella sezione Fitwalking


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Commenti (1)

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A me piace moltissimo camminare e vorrei sapere quanto consuma le calorie di fitwalking in un ora.....
Grazie Betty
Bettyilmare , gennaio 05, 2010

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