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Madame Butterfly al Piccolo Lirico Teatro Flaiano

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Madame Butterfly al Piccolo Lirico Teatro Flaianodi Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca

SCHIUMA DI SPUGNE E VASI D’ORIENTE

Con un batter d’ali di farfalla, delicate e leggere, così si allontana dalla vita la giovane innamorata Cio-Cio-San, Madame Butterfly, l’opera più amata da Giacomo Puccini ambientata nel lontano (considerata l’epoca) Giappone.

Certamente il clamoroso fiasco della prima rappresentazione non influì sugli straordinari successi e sulla popolarità dell’opera. Un’atmosfera sognante resa attraverso proiezioni di appropriate pitture antiche e moderne della nobile arte nipponica. Formula che il Piccolo Lirico Teatro Flaiano sperimenta da tempo e con esiti sempre più convincenti.

Pochi elementi di scena, scenografie virtuali di artisti giapponesi quali Tawaraya Sotatsu, Shoen Uemura, Hokusai, Kano Eitoku, Hiroshige, attraverso le quali trasuda quell’esprit orientale in grado di sedurre, qualche anno prima del Maestro, gentucola del calibro di un Van Gogh o di un Gauguin.

Ancora un’eroina, che ama, soffre, muore per amore ma anche un dramma sulle diversità culturali.
Una geisha Madama Butterfly, ama Pinkerton ufficiale della marina americana che in perfetta malafede conta di sbarazzarsi della levantina dopo essersi riccamente sollazzato con la medesima; quindi si sposano e come previsto la abbandona, ritorna in patria e sposa un’americana.

Turismo sessuale ante litteram considerata la location e i quindici anni della poverina.
Epilogo luttuoso per il ritorno di lui con tanto di moglie al seguito, la scoperta della paternità, il tentativo di sottrarre il figlio alla madre che al culmine della disperazione per la delusione e la crudeltà del suo tragico destino si toglie la vita.

La messa in scena che si scrolla di dosso gli ingenui consuetudinari fondali realistici, poggia sul prezioso adattamento drammaturgico di Gianna Volpi, sulla briosa, in particolare nella parte più specificatamente teatrale, regia di Rossana Siclari e sulle mani danzanti sensuali ed energiche del direttore Elisabetta Del Buono che riescono a dare all’opera la giusta dimensione anche nella sua riduzione spazio-temporale.

L’orchestra, il cui suono sorprende per la scelta tecnologica degli strumenti, se la cava egregiamente tessendo con arguzia gli ampi intrecci della partitura.
La rappresentazione tocca l’acme nel secondo tempo con un’eccellente interpretazione di Hae Young Hyun il cui canto delicato e trasparente ben si adatta al personaggio creato dai librettisti Illica e Giacosa, intenso, nella sofferenza del travaglio, fino al gesto finale.

Poesia, liricità, teatro sempre ottimi motivi per decidere di andare al Flaiano.

Progetto, allestimento, regia di Rossana Siclari, direzione musicale Elisabetta Del Buono, immagini e adattamento drammaturgico Gianna Volpi;
Cantanti: Hae Young Hyun, Daniele Penco, Amalia Dustin, Fabrizio Neri, Alessandro De Angelis, Paolo Foti, Roberto Antonelli;
Musicisti: Elitza Harbova, Micaela Natili, Tiziano Leonardi, Emanuele Giannotta;
Dir.Tec. Salvo Mavilia, Audio Emanuele Poletti, Costumi Valentina Albanesi.


Venerdì 1 gennaio 2010



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