di Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca
INFIAMMATA VIOLETTA
C’erano troppi “good evening”, troppe signore Audrey Hepburn in vacanze romane, troppi personaggi stile “Dolce Vita” per immaginare che non si trattasse della solita manifestazione cultural - turistica per alleviare, dalla calura agostana, un pubblico appena uscito dal rito della pizza all’ombra del Colosseo.
INFIAMMATA VIOLETTA
C’erano troppi “good evening”, troppe signore Audrey Hepburn in vacanze romane, troppi personaggi stile “Dolce Vita” per immaginare che non si trattasse della solita manifestazione cultural - turistica per alleviare, dalla calura agostana, un pubblico appena uscito dal rito della pizza all’ombra del Colosseo.
E invece quasi per malìa il contegnoso cortile della Basilica di S.Clemente si trasformava in un luogo denso di segreti violenti e piccanti.
Questa musica mantiene inalterati tutti i suoi sotterranei; parti vocali amabili e imperiose.
Una scrittura, quella di Verdi, capace di muoversi dal passato all’oggi quasi per impulso autonomo.
Modello d’inesauribile felicità.
E pensare che al suo debutto alla Fenice, la Traviata fu un fiasco ma con il tempo le camelie del libretto d’opera hanno inebriato le narici e i cuori di appassionati e non, consacrandola tra i capolavori verdiani.
Misteri di un profumo intenso! Fu, infatti, la rappresentazione della “Signora delle Camelie” di Dumas a ispirare il compositore.
Un amore travagliato quello di Violetta per Alfredo di cui l’orchestra Tuscia Opera festival ha proposto una selezione dei momenti più celebri avvalendosi delle voci di Paolo Manganiello ed Emanuela Appolloni per narrare, con interventi chiarificatori e di supporto drammaturgico mai importuni e misurati, la vicenda cantata.
Violetta Valery è una bellissima prostituta di alto bordo che s’innamora di Alfredo Germont, giovane ricco e di buona famiglia, ma la loro storia d’amore è contrastata dal padre del giovane.
Le cose precipitano lei lascia Alfredo, Alfredo sfida il nuovo amante di lei, lei si ammala e come in ogni grande e tormentata storia di amore, lei muore.
Ed è proprio la morte che riscatta Violetta da tutte le sue sofferenze e dalle brutture della vita, diventa un’eroina innamorata, dai coraggiosi sentimenti, distrutta dalla passione.
Molto convincente il soprano Diana Wilder Oros che riesce a interpretate bene gli stati d’animo di “Violetta”, piacevole anche “il padre” Gary Rames (peccato la dizione), mentre “Alfredo”, Sanai Merchant, nonostante una notevole trasparenza vocale, appare un po’ sottotono rispetto agli altri.
C’è qualcosa di più ingarbugliato, di più losco, sui volti degli spettatori che sciamano, come tante falene attratte dalla fioca luce del portale d’uscita della chiesa.
Good night!
La Traviata di Giuseppe Verdi
Orchestra del Tuscia Opera festival, Direttore Ace Edewards con Diana Wilder Oros, Sanai Merchant, Gary Ramsey, Lacey Venanzi.
Basilica San Clemente- domenica 1 agosto 2010
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