TOSCAdi Giacomo Puccini
Sabato 3 0ttobre 2009-Teatro Flaiano
DONNE CHE ODIANO IL BANALE
Giu’ il cappello. La Volpi è proprio brava. Ma andiamo con ordine, storico ordine.
Ai tempi dell’antica Roma sorgeva un tempio egizio dedicato alla dea Iside, divinità femminile per eccellenza, simbolo di maternità e fertilità.
Nel cuore di Roma attaccato alla chiesa di S. Stefano del Cacco , così chiamata per il ritrovamento di una statuetta del dio egizio Anubis con la testa a forma di cane che i romani scambiarono per una scimmia e chiamarono “macacco”, sorge un piccolo gioiello: il Teatro Flaiano.
Inaugurato nel 1928 con il nome di Teatro dei Fanciulli, nel 1944 diventò Teatro Arlecchino, ritrovo di artisti e intellettuali come Anna Magnani, che ci abitava sopra, poi divenne il teatro di Aldo Fabrizi e nel 1969 passò ad Ennio Flaiano.
Ma è dal 1999 che un nuovo prodigio, fatto da donne, si è verificato.
Rossana Siclari e Gianna Volpi sperimentano e rappresentano le grandi opere adattandole e riducendole in una versione agile ed innovativa, favorendo l’uso di piccoli spazi e in un sol colpo: la diminuzione dei costi, di attori e di musicisti in una sintesi, figlia di questi tempi affrettosi, in cui “la lirica esce dai teatri immensi e riconquista l’intimità dei piccoli teatri”.
Il teatro ha oggi assunto a pieno il titolo di Piccolo Lirico di Roma.
Un teatro di ricerca e allestimento di spettacoli, in continua evoluzione, specchio di un linguaggio attuale, di nuove sensibilità, e di aspirazione ad un’ottimizzazione che coniuga la tradizione con le più avanzate risorse tecnologiche.
Una gestione tutta al femminile con una programmazione che in questi anni ha messo in scena Traviata, Carmen, Manon Lescaut, La Vedova allegra e nel cartellone 2009-10 vede Tosca e Madama Butterfly.
Che ne dite?
Donne, eroine dai grandi sentimenti e dalle travolgenti passioni, con certi caratterini!
L’“Opera tascabile”, la “Pocket opera”, la“Piccola Lirica” ha rigenerato il Flaiano ed incuriosito gli esigenti giornali anglosassoni che segnalano la Tosca come spettacolo “cult” tra le “top ten” delle attrazioni italiane.
Una versione ridotta ad un’ora e mezzo in cui vengono evidenziati i passaggi significativi della più drammatica tra le opere di Giacomo Puccini.
Il plot è noto anche agli acidi detrattori del bel canto.
La cantante Floria Tosca ama Mario Cavaradossi , pittore, ma la gelosia la porta a tradire l’amato che viene condannato a morte. Il capo della polizia Scarpia in malafede le prospetta la salvezza di lui e la loro fuga da Roma a patto che lei accondiscenda a una invereconda maialata.
Ma gli eventi prendono un’altra piega, Tosca uccide Scarpia , Cavaradossi viene fucilato e Tosca travolta dal dolore si suicida.
I tre luoghi dove si svolge l’opera e cioè la Chiesa di Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo vengono rappresentati da pochi elementi di scena e la scenografia, semplice, viene integrata dalla proiezione di immagini, filmati che ricreano luoghi, evocano suggestioni e da sfondi con quadri manieristici.
Costumi curati.
I cantanti, tutti molto bravi, riescono ad interpretare e a trasmettere a pieno il dramma e il turbinio dei sentimenti che travolgono i personaggi: amore, gelosia, morte, crudeltà.
Stessa scelta, con la riduzione della drammaturgia e delle scene, subisce l’orchestra che si compone di soli quattro musicisti “pianisti esecutori di sistemi midi” che eseguono dal vivo; diretti ovviamente manco a dirlo da una donna il Direttore Elisabetta Del Buono.
La Lyric Synth Orchestra, è un’ orchestra di nuova tecnologia applicata all’opera lirica che riproduce dal vivo i suoni di circa 60 elementi, una fusione tra la figura del musicista tradizionale, la tecnologia digitale audio e i sistemi informatici e MIDI.
Una Tosca bonsai che concede grandi emozioni.
Un capolavoro del repertorio verista zeppo di arie e duetti divenuti famosi e di grande presa sugli spettatori che hanno continuato a entusiasmarsi e ad applaudire perdendo l’à plomb che pubblici di questi spettacoli difficilmente concedono e, confessiamolo, pure noi nella esaltazione generale, memori del consiglio di quel genio di Oscar Wilde “non essere sviato nel sentiero della virtù”, cedevamo a rozzi battimani da “ultras”.
Adattamento e riduzione: Gianna Volpi
Programmazione sistemi midi e direzione musicale: Elisabetta Del Buono
Progetto, allestimento, regia: Rossana Siclari
Cantanti: Marta Brivio, Daniele Penco, Paolo Drigo, Mimmo Venturini, Stefano Viti, Roberto Antonelli (voce)
Lyric Synth Orchestra.
Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca
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Al Teatro Flaiano ho visto Madama Butterfly e ho trovato il progetto di rappresentazione fantastico e poetico. Brava la scenografa che ci ha mostrato il mondo e le emozioni di Cio Cio San attraverso visioni virtuali dell' arte giapponese. Forte l'impatto visivo del "sogno americano" infranto della piccola gheisha. Davvero niente affatto "banale" !






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