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Istituzione Università dei Concerti, DIAMANDA GALÁS

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di Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca

Istituzione Università dei Concerti, DIAMANDA GALÁS, “Your Kisses are like Fire”
TUTTO IL GRIDO DEL MONDO
Quando si alza la mattina può anche darsi che faccia colazione con cappuccino e crostatina del Mulino Bianco ma certo che quella che abbiamo applaudito, alla fine del concerto, è creatura assai difforme e conturbante.

Non rivolge mai lo sguardo al pubblico, non dialoga ed esce dando le spalle alla platea.
Poco più che ventenne, sperimenta quello che lei chiama “il suo lato oscuro”, che sarà fonte d’ispirazione per i suoi lavori futuri.

Vestita tutta di nero, con la faccia severa delle donne greche, mai illuminata da luce intensa, si accompagna da sola al pianoforte e si concentra sulla sua voce.

Una performance senza paragoni (posti esauriti), dagli effetti inimmaginabili, difficile da digerire - tanto che alcuni spettatori, pochi a dire il vero, hanno guadagnato l’uscita subito dopo le prime canzoni - ma di una profondità e potenza travolgente come la sua voce.

Intensa e bellissima con un’impressionante gamma di registri e un’estensione di quattro ottave che modula magnificamente passando dal canto, all’urlo, alle risa demoniache, ai singulti.
Cambi di tonalità che diventano suoni vellutati, sintomi di soffocamento, eccessi satanici ed eversivi, ronchi sulfurei, provenienti da sofferenze terribili e intime.

In Italia, Diamanda Galás si è concessa di rado lunghe tournée.
Franco Battiato, direttore artistico de “Il Violino e la Selce”, uno dei festival più importanti che il Comune di Fano organizza dal 1996, ha prodotto nell’ultima edizione del 2001 una sua opera in anteprima mondiale e per una sola rappresentazione.

La sacerdotessa dark provoca turbamenti con la sua musica, con i testi, con la sua persona; evoca disagi e disperazione nell’interpretazione di chansons francesi, blues tradizionali; affronta temi forti e scomodi: ingiustizia, pena di morte, stragi, genocidi, stermini, persecuzioni.

Tra i brani della serata rielaborazioni di “classici” di Jacques Brel, testi “maledetti” di Henri Michaux, Paul Celan, Gerard de Nerval, Kostantin Kavafis e molti richiami a sonorità medio - orientali.

Il 31 marzo 2008 è uscito il suo nuovo disco Guilty Guilty Guilty, che contiene alcune delle sue liriche più conosciute e apprezzate, tra le quali Amours Perdus (Juliette Greco), You Never Know What Love Is (Chet Baker), La Chanson de Vieux Amantes (Jacques Brel), A Soul That’s Been Abused (Hubert Sumlin), You’re My Thrill (Peggy Lee) e The Autumn Leaves.
La “Serpenta” greco-americana con i suoi melismi aspri e sinuosi, con il suo stile pianistico morde senza remore, lasciando fuoriuscire sangue e rosse fiamme dalle viscere infernali dell’umanità.
Groooaaaarrrr, che spettacolo!

Aula Magna Università La Sapienza - Martedì 15 dicembre 2009 - Unica data in Italia.


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