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Fantasmi, al Teatro Valle

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Fantasmi, al Teatro ValleL'uomo dal Fiore in Bocca - Sgombero - Colloqui con i personaggi
di Luigi Pirandello
Toto' e Vice' di Franco Scaldati
Drammaturgia originale e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
LADRI DI VITA
Mettiamola così: se la gavetta non l’hai fatta è difficile calcare le scene con determinati autori.

In questi “Fantasmi” l’esperienza artistica dei protagonisti s’è potuta apprezzare fin dall’inizio dello spettacolo quando, un uomo con bastone e una donna con cappellino, si aggiravano dimentichi di tutto il vociare, tra il pubblico che prendeva posto in platea o nei palchi.

L’uomo dal fiore in bocca e la moglie che lo spia danno avvio alle ben note dinamiche pirandelliane ed è proprio Pirandello/autore che non vuole più ricevere personaggi perché "c'è la guerra" ad aprire la pièce.
E’ talmente preso dalla guerra per cui non vuole più pensare alla creatività e all'arte mentre è solo perché artista che ha la possibilità di superare il tempo.

Vetrano e Randisi incastrano testi dell’autore di Girgenti con il testo di Scaldati in versione beckettiana (Aspettando Godot), creando un puzzle surreale e tragico.

I due coregisti non rinunciano a tocchi di folklore e a caricature grottesche in un meccanismo scenico ben oleato.

Una scena spoglia, una stazione ferroviaria e uno sfondo con sagome di ombra, sottolineano la disperazione di una donna che veglia la morte del padre rievocando la sua maledetta esistenza.

Il dramma di un uomo colpito da una terribile malattia che si racconta a uno sconosciuto intersecato dalla semplicità e candore di due vagabondi, Totò e Vicè.

Tasselli di una riflessione amara sulla vita, sulla morte, intervallati da una maditazione umoristica e struggente nell’attesa; rifiuto o accettazione della fine?

Un Pirandello ossessivo che rivela rapporti umani ridotti a un groviglio inestricabile di malriusciti ingranaggi psichici.

Tra l’onirico e l’assurdo Fantasmi si pone come un collage di morte ma anche di attaccamento alla vita nonostante la sua durezza.

Un viaggio ironico attraverso la dimensione metafisica, dell’esistenza e del suo finale; passaggio nel quale, secondo la poetica di Scaldati, s’incontra la creatività, la poesia, i personaggi e le “invenzioni esistenziali”.

Con: Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Margherita Smedile
Sabato 2 aprile 2011


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