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Aspettando Godot al Teatro India

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Aspettando Godot, di Samuel Beckett al Teatro Indiadi Samuel Beckett

LE RAGIONI DI CHI NON LE CERCA

Lasciate perdere gli “era questo”, “era quello” l’enigma Godot è ancora tutto integro, come lo abbiamo ereditato dal suo geniale creatore e tale resterà come da lui voluto.

Il 3 gennaio 1953 al Théâtre de Babylone di Parigi, andò in scena En attendant Godot, opera prima di Samuel Beckett, drammaturgo irlandese che scriveva in francese.

Capolavoro assoluto del teatro del secondo Novecento cui sono legati indissolubilmente il nome e la fama dell’autore.

Nel ventennale della morte dello scrittore, il Teatro India lo celebra con la sua celeberrima opera.

Teatro tutto esaurito gradini compresi. 

Scomodità completamente ripagata da un’ impeccabile rappresentazione.

Le ferree regole imposte da Beckett al proprio testo, pare con tanto di prescrizioni testamentarie rigidissime, aiutano il regista Lorenzo Loris, così dichiara, a dirigere gli attori in modo brillante e intelligente.

Due mendicanti Vladimiro ed Estragone aspettano Godot dal quale sperano di avere “una sistemazione”.

Nessuno dei due conosce esattamente chi egli sia e non sono sicuri né del luogo né del giorno dell’appuntamento.

Succede poco sia nel primo che nel secondo tempo.

Dopo una lunga attesa arriva Pozzo, un riccone con il suo servitore Lucky.

Continua l’attesa, arriva un ragazzo che comunica che Godot non verrà stasera, verrà domani.

E i due continuano ad aspettare, colmando l’attesa con conversazioni vuote che necessitano di nuovi pretesti e motivi per potere proseguire.

L’attesa di qualcuno che non verrà; praticamente l’intero dramma consiste in questa conversazione.

Attendere qualcuno che non verrà diventa la “forma” attraverso la quale il significato dell’esistenza umana si rivela.

L’umanità è vittima di questo gioco tragico: non trovare senso alla propria esistenza.

In un mondo solo teso ai soldi e al successo i personaggi di Beckett ci ammoniscono ancora a riflettere o se volete a considerare il miglior modo di spendere la nostra vita.

Gli interpreti meritano tutti aggettivi superlativi per bravura e professionalità; un apprezzamento particolare a Lucky per la faticosa e appassionata recitazione.

Bella la scena con il solo albero, un po’ meno le proiezioni video (chi segue questa rubrica sa che abbiamo sempre guardato con sospetto a un efficace utilizzo di questi media in teatro) anche se alcuni fotogrammi (in particolare quello delle mani/albero) risultano molto lirici.

Regia di Lorenzo Loris con Gigio Alberti, Mario Sala, Giorgio Minneci, Alessandro Tedeschi, Davide Giacometti. Sabato 7 novembre 2009


Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca


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