Il corso post operatorio è regolare. L'equipe medica del Policlinico Gemelli, guidata da Giulio Maira che ha soccorso Lamberto Sposini, non si sbilancia in pronostici ma conferma che nessuna variazione di rilievo è stata registrata sulle condizioni del giornalista 59enne. Sposini, che ieri sera è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico perché colpito da un'emorragia cerebrale mentre si trovava negli studi Rai di Via Teulada a Roma, verrà tenuto in coma farmacologico almeno fino a lunedì.
Un intervento perfettamente riuscito anche se Sposini resta in prognosi riservata, ricoverato presso il Reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale romano.
Intanto è polemica sui soccorsi. Secondo i colleghi della Rai l'ambulanza avrebbe impiegato 40 minuti per intervenire, ma secondo gli operatori del 118 i minuti sono stati solo 19.
Una polemica sulla quale oggi interviene anche il sindacato dei medici Anaao Assomed sostenendo che il problema non è stato l'arrivo dell'ambulanza ma le condizioni del Reparto di neurochirurgia, dove Sposini è stato inizialmente trasportato, in seguito ai tagli imposti dalla Regione.
Il reparto dell'Ospedale Santo Spirito di Roma, spiegano dunque all'Anaao Assomed, è stato chiuso a gennaio, secondo il piano della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
Nell'ospedale sono ancora presenti i macchinari e i medici sono in attesa di essere trasferiti all'Ospedale San Camillo e quindi, secondo i sanitari, se il reparto non fosse stato chiuso, Sposini sarebbe stato sottoposto al drenaggio già nel primo pomeriggio e non in serata, come avvenuto solo dopo il trasferimento al Policlinico Gemelli.
Ora la Polverini ha detto di aver chiesto una relazione approfondita per capire nel dettaglio come è andata tutta la vicenda senza però soffermarsi sui tagli alla sanità operati nel Lazio.
Set as favorite
Bookmark
Email This






