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Sanremo, noia e trash. Fuori Emanuele Filiberto

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Sanremo, noia e trash. Fuori Emanuele FilibertoBurrosa la Clerici, noiosa e trash la serata, cacciato dalla giuria demoscopica il rampollo Savoia. D'Angelo: "la canzone di Emanuele Filiberto? Na chiavica". La prima serata del 60° Festival di Sanremo

di Tiziana Arnone
E vabbe', lo ammetto, anch'io ero tra i dieci milioni settecentodiciattesemila telespettatori che hanno guardato la prima serata, l'inizio, l'avvio della sessantesima edizione del Festival della canzone italiana.

Anch'io, quando sono partite le note della sigla che annuncia l'eurovisione, non so, ho come avuto un moto di sincera emozione. Ecco ci siamo. Siamo pronti. Si comincia, si va in scena. Anche a me e' piaciuto lo stacco della telecamera, buio illuminato da fioche stelline argentate, sulle facce perplesse di Paolo Bonolis e di Luca Laurenti. Mi e' piaciuta l'idea della staffetta tra un'edizione e l'altra. Ma forse questo passaggio del testimone ha creato delle aspettative. I due si sono mossi sicuri sul palco. Un scambio di battute risibili. Esilaranti, a tratti.

Allegra la lezione, munita di slides, per scoprire le tre ragioni per guardare Sanremo. Quindi, in un'attesa creata a scena, una navicella, partorita dalla mente avatar di Castelli, ha portato dal cielo in terra, pardon sul palco, la presentatora. Lei, Antonella Clerici. Bionda, rigogliosa, fragolosa in rosso paiettoso e sbrilluccicante. Il decollete' generosamente scoperto, ma senza esagerare. Visibilmente dimagrita, ma senza essere anoressica. Insomma una burrosita' pronta a sciogliersi e a sciogliere il pubblico da casa. Un ultimo scambio di battute tra i tre e poi si comincia.

Il saluto alla giuria demoscopica (perche' e' il popolo che vota ed elimina tre big in gara tra i 15 partecipanti) sistemata in galleria. “Avete mangiato? Avete caldo? Vi fanno fare la pipi'”. Cosine cosi'... inizia Irene Grandi. Sappiamo che non ha fumato marjuana prima di entrare in scena. Ne avrebbero sentito l'odore e questa volta l'avrebbero mandata via senza nemmeno una puntata da Bruno Vespa.

Poi si va avanti. La Clerici e' sicura nelle presentazioni. Cantante, autore, direttore dell'orchestra. Ma a tratti appare impacciata, come se si chiedesse: ma dove sono? Cosa sto facendo? Emozionata, sicuro. Con tutti i riflettori puntati addosso. Verace, come quando ha letto alcune strofe della canzone di Morgan, facendo in modo che il suo fantasma finisse di aleggiare sul festival.

Mammina con Cassano, novello filosofo: hanno commentato, seduti su sgabelli sbilenchi, gli aforismi del calciatore. Qualche battuta a Lippi (pigliati una pastiglia). Il lancio della pubblicita' in barese. E via.

Imbarazzata per i fischi al giovane principe. La canzone che ha portato al festival e' una sua poesia. Pupo l'ha musicata. Ma non e' bastato il corno napoletano perche' il popolo votante li ha eliminati. Sono in buona compagnia. C'e' anche Toto Cutugno e Nino D'Angelo (in un ode dialettale che di sicuro a molti non e' piaciuta). Ironica in apertura quando ha parlato di edizione tonda del festival, ecco perche' hanno scelto lei per presentarlo. Ironica prima del burlesque di Dita (Von Theese), quando ha sfilato dalla sua coscia destra, alzando il lembo dela seconsa mise rossa, per scoprire una giarrettiera rossa. L'ha fatta roteare tra le mani.

Felice come una bimba quando ha fatto il suo ingresso il pianoforte interamente coperto di lustrini.
In defintiva, il caffe' bevuto prima di andare in scena, ossia il rito propiziatorio di Antonella ha quasi funzionato. Le ha dato quell'energia di cui aveva bisogno. Ma le aspettative sono state un po' deluse. La prima serata ha mancato di mordente. Di pepe. Di brio. Forse il carrozzone ha il motore diesel e ieri sera andava scaldandosi. Lo scopriremo stasera.

Se non erro c'e' Rania di Giordania!


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