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Paolo Fox, il potere corrosivo dell'oroscopo 2010 in onda su Rai Due

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Paolo Fox, il potere corrosivo dell'oroscopo 2010 in onda su Rai Duedi Tiziana Arnone

Come di conseuto, prima che l'anno vecchio ci saluti, sbarca su Rai Due un programma dedicato alle previsioni del cielo astrologico per l'anno che gia' occhieggia e s'invera, il 2010. Come di conseuto una pioggia di proteste ha investito la trasmissione di Michele Guardi', condotta da Giancarlo Magalli e sostenuta dalla spalla, di belta' vestita, Adriana Volpe e dalle infiocchettature canterine di Marcello Cirillo.

Di per se', a sentire lo stesso Paolo Fox nelle sue strisce domenicali sul Due, il suo e' un mestiere che identifica un qualcosa di generalizzato e da verificare (come ama ripetere). Di per se' sfido chiunque a non dare un occhiata alla pagina di Branko sul Messaggero o alle affinita' zodiacali, quando l'amore e' in boccio e si cercano stellari appigli perche proprio quel rapporto sia senza fine.

Tuttavia, sembrerebbe inappropriato che un canale nazionale, del tutto fuori linea con i suoi omologhi inglesi o tedeschi, dedichi una prime time ad una trasmissione che foraggi intendimenti superstiziosi. Cio' risulta del tutto irrispettoso dei contribuenti che pagano il canone. Questa la parafrasi delle dichiarazioni rilasciate da Luca Borgomeo, presidente dell'associazione dei telespettatori cattolici, meglio nota come AIART (associazione spettatori Onlus).

Fuor di parafrasi, e gia' prima del D-Day, Borgomeo aveva, peraltro, dichiarato “Almeno la tv pubblica eviti, da oggi al 31 dicembre, di dedicare intere trasmissioni all’oroscopo del prossimo anno. Sarebbe uno spreco di denaro pubblico" (AGI, 26 dicembre 2009), aggiungendo: "Si tratta di una superstizione che non dovrebbe essere alimentata dalla tv, in special modo quella pubblica. Speriamo che i dirigenti Rai abbiano riflettuto” (AGI, 26 dicembre 2009).

I dirigenti Rai, nella persona di Massimo Liofredi, pare non abbiano per nulla prestato orecchio all'early warning di Borgomeo. E, in linea con l'attitudine dell'io non c'ero quando hanno deciso (e se c'ero, dormivo) ha affermato:«Sono arrivato alla direzione della rete con il palinsesto già fatto e approvato dal Consiglio di amministrazione e devo rispettarlo.... Vengo dal mondo cattolico e sono contro le superstizioni».

Il direttore ha, quindi, chiosato il suo didascalico commento, con una previsione (ahi, ahi) per il futuro, vagheggiando ripensamenti (e Guardi' and Co. sono avvisati).

Posto che del marcio in Danimarca ci sia, posto che i telespetaroi meritino un'offerta di palinsesti che abbia cura delle inclinazioni piu' variegate, ci si chiede come mai, la saetta di AIART, o qualunque altra saetta, non si sia mai scagliata contro le misteriosamente certe conclusioni dei Maya sulla fine del mondo nel 2012, di Gicobbiana memoria. Questo come potremmo definirlo?

Oppure come definire il vouyerismo sottile che sostiene gli ascolti di reality e talent show? Oppure, ancora, come intendere il palinsesto teatrale che rimane in seconda serata? Quante sfaccettature puo' avere la superstizione se fa rima con disinformazione? Aspettiamo una risposta. Da Borgomeo o da Liofredi (che forse, pero', non c'era).


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