Roma, Galleria Borghese, per la prima volta in Italia una mostra dedicata a Lucas Cranach il Vecchio, fino al 13 febbraio. Un’artista che, insieme ad Albrecht Dürer, può essere considerato il protagonista del rinnovamento della pittura tedesca nel XVI secolo.Nato a Kronach, in Franconia nel 1472 e morto a Weimar nel 1553, l’artista fu pittore di corte di Federico il Saggio, elettore di Sassonia, divenne nobile nel 1509 e fu eletto per tre volte borgomastro della città di Wittemberg. Nella sua vita importante l’incontro con Martin Lutero, del quale divenne intimo amico e che lo traghettò alla fede riformata.
Intento della mostra, costituita da 60 opere, è quello di dare un’immagine a tutto tondo del pittore: solidamente legato all’astrazione e alla bidimensionalità di tradizione nordica e tuttavia innovatore in grado di veicolare immagini e segni tipici della tradizione pittorica italiana; interprete delle istanze più rigorose della riforma luterana e prolifico creatore di sensuali e sinuose figure femminili.
All’ingresso della Galleria ci accoglie una serie di dipinti relativi all’attività di Cranach come pittore di corte: immagini di cacciatori all’inseguimento delle loro prede di derivazione tardo gotica e il recupero sognante della mitica Età dell’Oro rappresentata dalla nuda, innocente umanità del giardino dell’Eden. La mostra prosegue, nelle sale al piano superiore, presentando composte opere a carattere religioso, con le immagini di S. Girolamo e S. Eustachio; una sezione è dedicata alla ritrattistica, caratterizzata da una grande incisività ed espressività prive dell’urgenza di realismo tipica della coeva arte italiana.
Un ruolo di primo piano è certamente giocato dall’immagine femminile, rappresentata spesso da figure diafane, allungate, dall’allusivo erotismo, dipinte nude oppure adorne di serici veli, cappelli piumati, monili d’oro e di perle : da Venere e Cupido che ruba il favo di miele, opera dell’artista tedesco, capolavoro della galleria voluta dal cardinale Scipione Borghese nella sua collezione, alla biblica progenitrice dell’umanità nell’ Adamo ed Eva proveniente dalla fiorentina Galleria degli Uffizi.
Una sezione intitolata Il potere delle donne propone divertenti piccole opere che sembrano anticipare alcune caratteristiche tematiche grottesche dell’espressionismo di un Georg Grosz: in Aristotele e Fillide, del 1530, una conturbante e giovane dama ci guarda seduta sfacciatamente sulla schiena del barbuto filosofo.
Un gruppo di stampe esposte all’interno della mostra ci rammenta il fatto che in ambito germanico, a differenza di quello italiano, anche i più grandi artisti si dedicarono alla pratica dell’incisione senza demandarla a loro collaboratori. Il Cranach, in particolare, fu l’illustratore della prima edizione della Bibbia in tedesco voluta da Martin Lutero.
La mostra è stata curata dal professor Bernard Aikema, tra i massimi studiosi dell’artista tedesco, e dalla direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva.
La mostra su Cranagh fa parte di un ambizioso progetto della Galleria Borghese, partito nel 2006. Tra le 10 grandi mostre, da realizzare in un decennio, per valorizzare alcune preziosissime opere, conservate all’interno del museo, di autori tra i quali: Raffaello,Tiziano, Caravaggio, Bernini, Canova, Correggio, Domenichino, oltre a Lucas Cranach.
Sono tutte opere che per le loro caratteristiche - la fragilità dei supporti, le dimensioni eccezionali,la necessità di un continuo controllo - mal si prestano a lunghi trasferimenti per poter essere incluse in quelle esposizioni temporanee che, in giro per il mondo, propongono nuovi approcci o approfondimenti riferiti a questi celebri artisti. Di qui la decisione di organizzare gli eventi all’interno della stessa Galleria Borghese accostando alle opere romane prestiti prestigiosi provenienti da musei di tutto il mondo.
Mostre a Roma: Lucas Cranach , pittore francone
Galleria Borghese, fino al 13 febbraio
Valerio Varriale
www.mirabiliaurbis.it
Set as favorite
Bookmark
Email This






.jpg)
