Giovedi, 17 Mag 2012

Last update:03:46:58 PM GMT

Headlines:
You are here: Cultura Eventi L'Unità di Italia in mostra a Roma

L'Unità di Italia in mostra a Roma

E-mail Stampa PDF

L'Unità di Italia in mostra a Roma1861. I pittori del Risorgimento - Scuderie del Quirinale, fino al 16 gennaio

A Roma, la mostra: ‘1861. I pittori del Risorgimento’, si colloca tra le iniziative culturali per entrare nel vivo delle attese celebrazioni per i 150 anni della fondazione dello Stato italiano, previste per il nuovo anno.

Fino al 16 gennaio, presso le Scuderie del Quirinale, la mostra, curata da Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, propone una rilettura della storia d’Italia e degli eventi che portarono all'unificazione attraverso le opere di numerosi artisti, contemporanei a quegli eventi. Tra questi: Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Gerolamo Induno, Michele Cammarano e Vincenzo Vela.

Lungo un percorso dallo sfondo tricolore si snodano quaranta opere, in gran parte mai esposte prima d’ora, che raffigurano non soltanto l’epopea delle grandi battaglie dell’epoca, dalla guerra di Crimea alla Seconda Guerra d'Indipendenza, ma anche, e soprattutto, le scene di vita quotidiana, i volti dei soldati semplici sottoposti alla crudezza della guerra, la gente del popolo e i suoi sentimenti rispetto a quell’ideale di indipendenza e di progresso civile propugnato dalle élites più evolute del Paese.

Una ricerca di realismo e un’attenzione alla storia vissuta dagli umili che paiono quasi anticipare taluni indirizzi del cinema italiano nell’ultimo dopoguerra. Sebbene si tratti spesso di opere frutto di committenze pubbliche, anche nella descrizione delle battaglie vengono abbandonati gli usuali toni epici e trionfalistici; la guerra viene più spesso raccontata e indagata nei momenti delle marce faticose, della grama vita delle retrovie, nelle conseguenze degli scontri cruenti che lasciano sul terreno morti e feriti di entrambe le parti.

Il ticinese Vincenzo Vela apre la mostra con la scultura Spartaco, in cui l’antico combattente per la libertà degli schiavi ha le fattezze di un patriota in nudità eroica. È invece un vero e proprio appello a perseverare nella lotta, dopo la sconfitta del 1848, La meditazione, di Francesco Hayez, in cui l’Italia appare come una donna di provocante bellezza che fissa interrogativamente lo spettatore, con il volto rabbuiato eppure deciso, a sollecitarne una reazione. Nel gruppo dei cosiddetti pittori-soldati, presenti al fronte al fianco dei combattenti, il milanese Gerolamo Induno è certamente il più rappresentativo, per la sua scelta antiretorica nella descrizione delle battaglie e per la volontà di privilegiare la raffigurazione dei patimenti della gente semplice. Ha l’immediatezza del reportage, ed è un omaggio alle vittime innocenti e al sacrificio popolare, il suo La trasteverina colpita da una bomba, dipinto scomparso per lungo tempo e rinvenuto ad un’asta, in cui una ragazzetta giace riversa a terra, tra le povere mura della sua casa squarciate dalle cannonate francesi, con accanto il proiettile ancora fumante.

L’Induno, peraltro,fu testimone in prima persona degli eventi della Repubblica romana, e durante la difesa della città riuscì a malapena a sopravvivere ai numerosi colpi di baionetta infertigli dagli assalitori. Il livornese Giovanni Fattori, pur non partecipando agli eventi bellici, si recò spesso nei luoghi degli scontri per poter rendere più efficacemente la drammaticità dei fatti. Del maestro toscano, oltre alla grande tela Assalto a Madonna della Scoperta, del 1868, sono presentate altre due opere giustamente considerate come le più crude raffigurazioni degli orrori della guerra: ne Lo staffato, vediamo la triste fine di un cavalleggero, rimasto con il piede incastrato nella staffa, che muore trascinato a terra dal suo cavallo imbizzarrito; mentre ne Lo scoppio del cassone, una batteria di artiglieria da campagna termina la sua folle corsa saltando su una mina in un groviglio confuso di corpi d’uomini e di cavalli. La mostra presenta anche immagini che oltrepassano gli eventi culminati con la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. L’episodio dell’entrata in Roma dei bersaglieri nel 1870 è reso dal napoletano Michele Cammarano nel celebre dipinto La breccia di Porta Pia (Carica dei bersaglieri alle mura di Roma), con la travolgente, ritmata corsa dei bersaglieri che sembrano avanzare verso lo spettatore. L’irruzione della storia nell’intimità domestica si ha invece con La veglia, del toscano Odoardo Borrani, pittore caratterizzato dalla realizzazione di ombrosi interni popolati da figure femminili.

Nel dipinto una nonna, una madre e una giovane figlia leggono, attorno al cerchio di luce di una lampada, l’articolo che annuncia la morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, nell’anno 1878. Vedere la figura di una giovane donna che legge un giornale, sebbene ancora rinchiusa nel cerchio delle mura domestiche, fa pensare ai timidi albori di un nuovo e lungo processo di lotte per la libertà e l’emancipazione.

Valerio Varriale
 


Trackback(0)

TrackBack URI for this entry

Commenti (0)

RSS feed Comments

Scrivi commento

smaller | bigger

busy

LIBRI

 

MODA, COSTUME E SOCIETA'

 

CINEMA, TEATRO EVENTI

 

VIAGGI