Bisogna tornare al 1509 per leggere quando Lorenzo Lotto fu chiamato da papa Giulio II a Roma. Lascia la tranquilla provincia veneta e marchigiana per entrare nel grande cantiere del classicismo rinascimentale in cui erano attivi i lombardi Bramante, Bramantino e Cesare da Sesto, i senesi Sodoma e Domenico Beccafumi, l'eccelso Michelangelo e, soprattutto, Raffaello con i suoi allievi, a fianco del quale il veneziano avrebbe dovuto lavorare.Dopo aver dedicato grandi mostre monografiche a Lorenzo Lotto da Venezia nel 1963, le Scuderie del Quirinale stanno organizzando dal 26 febbraio al 12 giugno 2011 un percorso dove è possibile ammirare tutta la produzione, che va dalle opere devozionali alle grandi pale d'altare, di questo straordinario artista, vissuto in modo solitario in quella Roma incapace di comprenderlo pienamente.
La mostra analizza tutta la vicenda pittorica ed esistenziale di Lorenzo Lotto (racchiusa entro il triangolo Treviso, Bergamo e alcune piccole cittadine delle Marche), mettendo in risalto la poetica di un artista che, nato nel Quattrocento, è riuscito, in modo del tutto originale e autonomo, a conciliare gli elementi tradizionali della grande pittura della sua epoca con elementi che già anticipano l'età barocca.
Lorenzo, infatti, partendo dalle suggestioni compositive di Giovanni Bellini impara da Antonello da Messina (per il tramite di Alvise Vivarini) a guardare l'animo umano per narrarlo in una messa in scena ove è il grande artista tedesco Albrecht Dürer a fare da riferimento primo. Per questo basta fare riferimento a quegli sprazzi di luce fredda o al modo di tagliare i piani prospettici che, per esempio, sono agli antipodi della morbidezza e della fusione coloristica del contemporaneo Giorgione.
Come evidenziato la vicenda umana di Lorenzo risulta molto complessa e la mostra alle Scuderie del Quirinale cercherà di rappresentarla tramite una scelta di opere fondamentali per comprendere il suo percorso artistico.
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by www.costierabarocca.it
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