Dal 4 marzo al 15 agosto 2011 il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art, dedica due importanti mostre all'artista piemontese Michelangelo Pistoletto, uno dei più influenti artisti europei viventi, considerato in tutto il mondo come uno dei fondatori dell'Arte Povera negli anni '60.Utilizzando collezioni pubbliche e private sia europee che americane, la mostra presenterà più di 100 opere d'arte, molte delle quali mai esposte prima negli Stati Uniti.
Il pubblico avrà l’opportunità seguire il viaggio artistico di Pistoletto focalizzando l'attenzione sul passaggio dai primi autoritratti degli anni '50 alle azioni collaborative concepite tra la fine dei '60 e i primi '70.
La prima mostra intitolata "Michelangelo Pistoletto: da uno a molti, 1956 – 1974" è un viaggio che ripercorre le tappe fondamentali del suo impegno artistico. Le opere sono allestite in tre gruppi principali. I Quadri specchianti e i Plexiglass, dove l’artista ritrae amici, familiari e conoscenti, sono esposti insieme. Gli Oggetti in meno, gli Stracci e le opere della serie Luci e riflessi, sono disposti insieme in un unico ambiente. Gli Stracci, precedentemente usati da Pistoletto per lucidare i suoi specchi, diventano ora veri e propri oggetti d'arte. Uno spazio a parte è riservato alle azioni e le performance degli artisti del gruppo teatrale Lo Zoo e ospita oggetti di scena legati alle performance, documentazioni fotografiche e video.
Nella seconda mostra "Cittadellarte" invece protagonista delle opere di Pistoletto è la trasformazione etica della società. In particolare nella Sala Gian Ferrari è esposta la grande installazione soprelevata "Nuovo Segno d’Infinito". Si tratta del simbolo del Terzo Paradiso, progetto che vuole condurre scienza, tecnologia, arte, cultura e politica a restituire vita alla terra attraverso il passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria.
In mostra anche "Mar Mediterraneo – Love Difference", il tavolo specchiante circondato da 23 sedute tutte diverse che ricalca la sagoma del Mare Nostrum, simbolo dell’incontro tra diverse culture e dell’amore per la diversità.
Pasquale Zenga
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