Ecco come Goethe scriveva nel 1788 per descrivere cosa offriva Roma ai turisti nel periodo del Carnevale, con i suoi giochi, le sue luci e le risate che si rincorrevano per le strade.“Il Carnevale a Roma non è una festa data al popolo, ma una festa che il popolo dà a se stesso. Il governo non fa né preparativi né spese. Non illuminazioni, non fuochi artificiali, non processioni splendide, ma un semplice segnale che autorizza ciascuno ad essere pazzo e stravagante quanto gli pare e piace, ed annunzia che, salvo le bastonate, e le coltellate, tutto è permesso”.
Il Carnevale romano vuole ricordare questo fantasioso e bizzarro momento della vita romana presentando circa 90 opere che fanno rivivere quegli avvenimenti festosi esaltati attraverso gli occhi di grandi artisti. Novanta opere che provengono dal Museo di Roma, dal Museo di Roma in Trastevere, da collezioni private.
Il carnevale di quest’anno è stata l’occasione per promuovere il gemellaggio tra le città di Roma e Venezia, ed in occasione della mostra viene esposto il prezioso abito di Roberto Capucci “Gioiello di Donna“, appartenente alla collezione del Museo Fortuny.
La mostra è stata promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali, Commissione Cultura.
Nella Roma papalina il Carnevale fino al 1870 è stato un appuntamento molto atteso dai romani e vissuto con grande partecipazione, in quanto rappresentava il solo momento per dimenticare una vita dura, colma di miseria e privazioni.
In tale occasione via del Corso si trasformava in un teatro all’aperto dove alle maschere tradizionali - Cassandrino, Rugantino, Meo Patacca – si aggiungevano costumi tratti dalla vita quotidiana: “il medico”, “il brigante”, “il nobile decaduto”. Piazza del Popolo era invece il punto di partenza per una sfrenata corsa nelle vie della città dei cavalli di origine nord-africana, i berberi.
Questo clima di festa e l’amore del popolo romano per questa tradizione socio-culturale furono apprezzati, all’epoca, da molti viaggiatori ed artisti stranieri in visita a Roma durante il Carnevale. Parecchi di questi artisti, tra cui Goethe, Goldoni, Andersen, Gogol, Dickens e tanti altri, lasciarono molte loro opere sui momenti salienti della festa, come gli splendidi balli in maschera, le corse dei cavalli, la festa conclusiva dei “moccoletti”.
Vi furono, anche, artisti romani, Bartolomeo Pinelli, insieme al figlio Achille, che seppero cogliere lo spirito più profondo di questa festa riproducendo fedelmente i momenti salienti di questa spettacolare “messa in scena”.
La mostra, il cui catalogo è pubblicato da Palombi Editore, si può visitare dal martedì alla domenica ore 9 - 19 e il biglietto d’ingresso è di 8 euro (ridotto 7 euro). Per maggiori informazioni si può telefonare al numero 060608, o collegarsi online a www.museodiroma.it
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it
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