
Sono ormai trent’anni che
Aki Kaurismäki ci delizia, ci commuove, ci fa sbellicare dalle risate con il suo cinema quasi immobile, povero di nevrosi da movimenti di macchina, antico, ma che ancora sa pescare nella nostra anima i sentimenti più puri.
Eppure ad ogni uscita di un suo film si grida al miracolo: apparentemente tutti uguali, le sue opere posseggono la capacità di essere essenziali, caratteristica sempre più rara e senza prezzo. La sua varia umanità, tutta anonima, spesso marginale e povera ma con un senso dell’ironia ricchissimo ci riporta sempre alla poesia della realtà senza la quale è difficile vivere, anche con gli effetti speciali.