
La ricchissima Cucina italiana ci offre decine di migliaia (non esagero) di ricette e lo sappiamo, come sappiamo che in ciascuna Regione la stessa ricetta varia da Provincia a Provincia e persino da Comune a Comune.

La ricchissima Cucina italiana ci offre decine di migliaia (non esagero) di ricette e lo sappiamo, come sappiamo che in ciascuna Regione la stessa ricetta varia da Provincia a Provincia e persino da Comune a Comune.

L'uovo nella Storia dell'Uomo ha sempre avuto un significato di fecondità e di vita.
Gli antichi Egizi lo identificavano come il centro dei quattro elementi Universali.
Gli Ebrei lo regalavano in occasione dei compleanni ed usavano portarlo agli amici quando andavano a far loro visita. I Greci, i Persiani ed i Cinesi li regalavano durante le Feste di Primavera.

Un semplice dolce fatto di farina, uova e zucchero il cui impasto viene prima tirato e poi tagliato in strisce e quindi fritto. La loro nascita é dovuta ad una esigenza di rapidità ed economicità. Quando la gente si riversava a moltitudini nelle piazze per festeggiare il Carnevale, era necessario offrire loro qualcosa che appunto potesse coniugare il piacere con la rapidità di preparazione ed il basso costo.

Nel -Capitolo I- abbiamo conosciuto il più antico Padre della Cucina Italiana: Apicio, de -La Cucina degli Antichi Romani- ed i più eccelsi tra quelli de -La Cucina del Rinascimento-.
Nel -Capitolo II- abbiamo imparato a conoscere alcuni Maestri de -La Cucina del 1800-.

Le massaie si danno un gran daffare, ovunque vengano venduti generi alimentari é un’orgia di panettoni, torroni, salmoni, pandoro, panettoni, frutta secca e candita, delicatezze, sfiziosità...
Sul panettone (milanese si sa) ci sono molte leggende e la sua origine non è affatto documentata.
Una racconta che alla Corte di Ludovico il Moro, il Cuoco bruciò il dolce ed un tale Toni, garzone di cucina portò in tavola una cosa di sua invenzione fatta con avanzi di pasta di pane, zucchero, burro e canditi.

Nel -Capitolo I- abbiamo conosciuto Apicio, Maestro della -Cucina degli Antichi Romani-, Cristoforo da Messisbugo e Bartolomeo Scappi due grandi Cuochi della -Cucina del Rinascimento-.
In questa serie di articoli la nostra attenzione va infatti ai Padri della Gastronomia italiana, quei grandi Cuochi che si sono dedicati con ricerche, e talvolta con sperimentazioni ardite ma soprattutto con cura e passione, ad una delle nostre più apprezzate Arti.

Nutrirsi é uno dei bisogni fisiologici fondamentali di tutte le forme viventi, ma trasformare, unire, mescolare, cuocere in modo diverso i vari alimenti per creare gusti diversi, trovare i giusti abbinamenti per sposare bisogno e piacere é ad appannaggio solo dell’Umanità.
Ed ecco che un bisogno diventa Cultura, Tradizione ed Arte. L’Italia occupa certamente il primo posto tra i Paesi a Cultura Gastronomica se non altro perché la nostra Storia racconta di Imperi, Colonie e diffusione umana, specialmente in Europa.

E’ il Secolo della nascita della cosiddetta “nuova borghesia” composta da notai, politici e diplomatici e quindi di nuove influenze nella Cucina e nei pasti. I grandi banchetti degli Antichi Romani, del Medioevo e del Rinascimento cominciano a sparire lasciando spazio a qualcosa di più intimo e familiare.

Iniziamo subito col dire che in generale, fatte alcune eccezioni, lo stoccafisso é il merluzzo essicato mentre il baccalà é quello conservato sotto sale.
In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, invece, chiamano baccalà lo stoccafisso. In Lombardia chiamano merluzzo il baccalà.

L’epoca storica non si smentisce nemmeno in questo settore infatti siamo al momento più elevato dell’Arte Culinaria e della Cucina. Appaiono i professionisti: addetti al servizio ed addetti alla cucina. Le sale da pranzo sono veri e propri teatri dove, alla presentazione di piatti e composizioni artistiche, fanno da cornice l’apparecchiatura e le pregevoli suppellettili create da valenti artigiani.

Una golosità per i bambini dicono. Ma per favore... E per gli adulti no?
Come non apprezzare e desiderare quel sapore dolce, quella morbidezza sublime, quel sciogliersi in bocca ed espandersi in un tripudio di profumi e sapori esaltanti?

Nel Medioevo, sino all’epoca Tarda si facevano due pasti al giorno: il pranzo a mezza giornata e la cena la sera.
Erano però frequenti merende o piccoli pasti tra pranzo e cena ma erano usati dalle classi sociali più povere, soprattutto tra le persone che lavoravano con grande dispendio di forze.

Gli antichi romani facevano tre pasti al giorno: lo jentaculum, il prandium e la coena. E’ ovviamente necessario precisare che i pasti erano diversi a seconda che si trattasse di ricchi o di poveri.
I ricchi avevano sale apposite per mangiare e disponevano di una grande varietà di cibi, mentre i poveri mangiavano per strada o nelle taverne e poche cose.
La data di nascita del gelato non é nota ma si sa che già prima del 500 a.C. i Cinesi sapevano come conservare il ghiaccio invernale per poterlo utilizzare il estate e che sempre in estate gli Imperatori Indiani mandavano i servi sulle montagne per prendere neve e ghiaccio da mescolare a succhi di frutta.

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