Prodotti di stagione? Si grazie!
- Pubblicato 22 Marzo 2009
- Di Margherita Maria Caruso Galanti

Seguire le stagioni anche a tavola dovrebbe essere la regola principe dell'alimentazione.
Invece ecco diventare quasi un obbligo friggere funghi a luglio e servire fragole a dicembre.
La genetica ci ha sconvolto le abitudini alimentari. Mai più il bel gioco di mangiare il primo frutto della stagione esprimendo prima un desiderio (ve lo ricordate?).
Qualcuno cerca di convincerci che ormai sulla Terra siamo troppi e che quindi le coltivazioni tradizionali non bastano più per tutti.
Ma siamo sicuri?
E se la gente mangiasse meno e avesse meno pretese?
Ad esempio tutti vogliono il filetto... ma il filetto rappresenta l'1% di un manzo. E il resto? Si butta via? E tutti si lamentano che il filetto costa caro. Beh ovvio, bisogna pur ricaricarci il costo di una bestia intera inutilizzata.
Le culture forzate poi non sono minimamente rapportabili a quelle naturali.
Ma non ve ne accorgete?
Le fragole sono diventate enormi e sanno di cosa? I pomodori ai quali annusavamo in estasi il picciolo profumato ora non hanno nemmeno il picciolo se non quella cosa rinsecchita e senza profumo. E i piselli? Ma avete provata a mangiarli crudi? Acqua.
Senza contare i trattamenti che vengono fatti alla roba: da quanto tempo non vedete una pesca beccata da un uccellino o una mela col suo vermetto o la lumaca nell'insalata? Il fatto é che gli animali sono più furbi di noi e certa roba chimica non la guardano nemmeno.
Va bene, la produzione tradizionale costa un po' di più, ma quanto guadagno in sapore e salute.
E poi suvvia... mordiamo la prima pesca di stagione chiudendo gli occhi e desiderando qualcosa. Magari un Mondo più pulito, perchè no? O quello che più ci piace desiderare.
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