
Va da sé che in un mercato così particolare, dove una bottiglia può costare svariate migliaia d’euro esistono anche dei falsi che secondo gli esperti del settore, potrebbero essere un 5% del totale.
Ma ora, grazie ai ricercatori dell’Università d’Adelaide, scoprire i falsi potrà essere semplice, basterà, infatti, usare lo stesso metodo usato per datare reperti archeologici, quello del carbonio 14.
Il carbonio 14 è un isotopo radioattivo del carbonio, presente nell’atmosfera e in tutti i materiali organici ed è usato in archeologia nella datazione d’oggetti e manufatti.
È ovviamente presente anche nell’uva e quindi nei vini, e usando uno spettrometro di massa è possibile datare il vino contenuto nella bottiglia in base al suo contenuto di carbonio 14.
Il test è stato realizzato su un campione di 20 bottiglie d’annate che vanno dal 1958 al 1997, ed i risultati ottenuti, sono stati con un margine d’errore di circa 1 anno.












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