
Siamo in grado di preparare pasta fatta in casa, di sapere quando sono nati i tortellini, di conoscere le caratteristiche e gli abbinamenti di un buon vino e di conversare parlando di Cucina degli Antichi Romani, di tradizioni, di dolci e piatti dedicati a particolari ricorrenze... ma... tutto ciò trova la sua espressione migliore se abbiamo ospiti. E allora invitiamo i nostri amici, i colleghi, il “capo”... facile no?
Ore passate al Mercato per scegliere i prodotti di stagione migliori, scegliere il pesce, acquistare i tagli di carne bovina più idonei alle ricette che vogliamo preparare... una giornata, se non due, in cucina a tagliare, spianare, impastare, soffriggere, mantecare, sbattere, farcire... per preparare antipasti, timballi, arrosti, desserts... mezza giornata passata in Enoteca a scegliere i vini... e finalmente si arriva alla fine delle fatiche per servire caldo, tiepido o freddo il frutto della nostra abilità.
Servire? Servire dove? Ma a tavola ovvio... come non averci pensato... oooops... tutta quella fatica, tutto quell’amore devono avere come cornice un servizietto all’americana, due posate ed un bicchiere?
Niente affatto, la nostra fatica merita una coreografia degna.
Da una tavola apparecchiata si vedono anche lo stile ed il carattere della padrona di casa per cui non fatevi influenzare da quello che avete visto al "Grand Royale Restaurant du Marquise" la settimana scorsa. A quel punto meglio copiare Beppe della "Trattoria Magnamoce Tutto". Sarà meno formale e più personale. Ricordiamoci una regola base: non siamo un ristorante per cui l’eccessiva ricercatezza sarebbe fuori luogo.
Prima di tutto la tavola deve essere abbastanza grande perché ogni persona si possa muovere con facilità ma non troppo grande per non tenere distanti gli ospiti e rendere difficile la conversazione. Quindi attenzione al numero delle persone che inviterete.
Prima di disporre la tovaglia sarebbe opportuno coprire il tavolo con un mollettone, sia per proteggerlo dal calore dalle macchie che per attenuare il rumore delle stoviglie.
La tovaglia deve ricadere oltre i bordi del tavolo di 15 centimetri, non di meno perché si avrebbe l’effetto “collo di camicia” ne’ di più perché finirebbe sulle gambe dei commensali creando problemi con il tovagliolo. In più potrebbe rimanere “incastrato” in qualche modo tra le gambe con il rischio di rovinosi trascinamenti all’atto di alzarsi.
La tovaglia può essere di cotone o lino, in tinta unita o a disegni. L’unica cosa a cui bisogna fare attenzione é che i colori siano coordinati con le stoviglie e che il colpo d’occhio non sia troppo violento (tovaglia rossa e piatti arancio, verdi o gialli ad esempio). La perfezione sarebbe avere la tovaglia con toni molto più leggeri di quelli delle stoviglie (azzurro pallido con stoviglie blu). Se si può evitiamo il bianco totale. La tovaglia bianca vuole stoviglie colorate e viceversa.
I piatti potranno essere o meno posati sui sottopiatti, altrimenti saranno messi al posto del commensale non più di tre alla volta (antipasto, primo, secondo). Se hanno un disegno solo su una parte lo stesso dovrà essere posizionato in modo da essere di fronte al commensale.
Le posate saranno disposte così: alla sinistra del piatto le forchette con i rebbi verso l’alto, avendo cura di disporle dall’esterno verso l’interno nell'ordine in cui verranno usate. Si usano infatti partendo da quella più esterna e venendo avanti verso il piatto.
I coltelli saranno a destra con la lama verso il piatto e anche per essi vale l’ordine in cui verranno usati.
Alla fine della fila di coltelli ci sarà il cucchiaio con l’incavo in su.
Ne’ le forchette ne’ i coltelli dovranno essere più di tre onde evitare file da vetrina di armeria.
Le posate da frutta e da dolce saranno invece disposte orizzontalmente al piatto. I manici della forchetta saranno verso sinistra, quelli del coltello e del cucchiaino verso destra. Il coltello va messo tra forchetta e cucchiaio.
Anche per le posate da dessert e da frutta vale l’allineamento secondo l’ordine d’uso.
Il primo sarà verso il centro del tavolo.
I bicchieri saranno leggermente a destra del piatto disposti in obliquo, praticamente davanti alla punta del coltello più vicino al piatto).
Immediatamente adiacente al piatto avremo quello per l’acqua. Alle sue spalle, andando dal bordo del tavolo sino al centro, avremo nell’ordine: primo vino, secondo vino, terzo vino.
I bicchieri non dovranno essere più di quattro compreso quello dell’acqua.
Il tovagliolo si mette al centro del piatto.
I centrotavola.... sono belli, danno il tocco finale alla nostra tavola apparecchiata ma attenzione che non siamo troppo alti per non ostacolare la vista.
E ora siamo pronti a ricevere i nostri ospiti... facciamoli accomodare. Come? Guardate -QUI-
Margherita Maria Caruso Galanti












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