Caso Orlandi: resti ossei ritrovati accanto alla tomba di De Pedis
- Pubblicato 15 Maggio 2012
- Di Federica Scotti
Si infittisce il mistero sulla morte di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa a 15 anni il 22 giugno del 1983: accanto alla tomba del capo della banda della Magliana Enrico De Pedis detto "Renatino" nella basilica di Santa Apollinare sono stati infatti ritrovati dei resti ossei non appartenenti al boss. Ieri la cripta dove era stata custodita la bara è stata aperta ed accanto al corpo di Renatino, ucciso 22 anni fa per un regolamento di conti in via del Pellegrino, è stata rinvenuta una cassetta contenente resti ossei. Solo la scientifica nei prossimi giorni potrà fugare ogni dubbio ed escludere che appartengano ad Emanuela.
Sono state ritrovate circa 200 cassette all'interno di una nicchia dove era custodita la bara del De Pedis: alcune potrebbero risalire addirittura al 1700 visto che anticamente la basilica di Santa Apollinare ospitava un cimitero di epoca pre napoleonica.
Nel 2005 durante una ristrutturazione le ossa sono state raccolte all'interno di alcune cassettine e murate in una camera della cripta. L'ipotesi che tra queste possano esserci tracce della Orlandi sembra essere davvero remota.
La pista era stata presa in considerazione in seguito ad una telefonata in diretta nel settembre 2005 alla trasmissione "Chi l'ha visto?" che periodicamente si occupa del caso Orlandi.
In quell'occasione l'uomo al telefono, di cui non si conosce l'identità, riferendosi ad Emanuela aveva detto in diretta:"Andate a vedere cosa c'è nella tomba di Renatino".
La possibilità che le ossa di Emanuela siano contenute all'interno della tomba del De Pedis si è rivelata al momento piuttosto inverosimile.
I resti di De Pedis, per il momento, rimangono a Sant'Apollinare. Quando l'iter si concluderà - ha dichiarato l'avvocato Lorenzo Radogna, legale di Carla Di Giovanni, vedova del boss - il cadavere sarà tumulato nella cappella di famiglia al Verano o cremato.







