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Crisi: un suicidio al giorno tra disoccupati, imprenditori e autonomi



casi di suicidio ogni giorno per colpa della crisi economica  Paese sta attraversando una fase da Guinness dei primati. Secondo il rapporto dell'Eures, il portale europeo della mobilità professionale, in Italia una persona al giorno si toglie la vita a causa della crisi economica
Nel 2010 ci sono stati ben 362 suicidi, tutti compiuti da persone disoccupate: dato estremamente allarmante se si considera che nel 2009 il numero si fermava a 357 casi accertati, ed era già considerato un dato impressionante rispetto al triennio precedente che aveva registrato solo 270 casi.

Tra i disoccupati l'impennata dei suicidi riguarda soprattutto le persone che negli ultimi anni hanno perso il proprio impiego e non gli inoccupati, ossia coloro che sono alla ricerca della prima occupazione.

Ultimamente si è parlato spesso di "esodati", quei lavoratori usciti prematuramente dal canale lavorativo attraverso un programma di protezione sociale, che l'attuale riforma delle pensioni proposta dalla Fornero potrebbe mettere ancora più a rischio. Queste persone infatti potrebbero restare senza reddito, ed essendo compresi in un fascia di età tra i 45 e i 64 anni, potrebbero ben presto diventare altre potenziali vittime della crisi economica.

Tale categoria infatti ha già fatto segnare un incremento di casi suicidari negli ultimi anni. Il Centro Nord sembra essere il più colpito, è li che avviene oltre la meta dei casi censiti in Italia: la Lombardia detiene il triste primato, seguita dal Veneto e dall'Emilia Romagna. I più colpiti sono gli artigiani, i commercianti e i piccoli e medi imprenditori: categorie lavorative differenti, che si scoprono fragili e incapaci di reagire di fronte alla crisi.

Domani sera a Roma partirà alle ore 20.00 dal Pantheon una manifestazione intitolata "Silenziosamente" per sensibilizzare le istituzioni e il mondo politico sul grave stato di crisi che ha colpito il mondo del lavoro, e per ricordare tutti i lavoratori che si sono tolti la vita negli ultimi mesi, strangolate dai debiti e spesso, dalle banche

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