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Quirra, Caterina Pes (Pd) chiede al governo sostegno immediato per gli allevatori

Quirra, Caterina Pes (Pd) chiede al governo sostegno immediato per gli allevatori Poligono di Quirra. Caterina Pes, deputata Pd, chiede al Governo subito gli aiuti per sostenere gli allevatori e l’esodo dei greggi.

L’ambiente, gli animali, i prodotti di tutta la filiera alimentare, gli allevatori, i civili ed i militari nell’area dei 12 mila mq del Poligono militare di Quirra, a sud est di Olbia, sono esposti a gravi rischi per la loro salute?

Secondo la Procura di Lanusei, che conduce l’inchiesta per omicidio plurimo e disastro mabientale, la risposta è si, o meglio si ritiene sufficiente il sospetto del rischio, in base agli elementi trovati ed in base al principio di precauzione. Ecco perchè, una ordinanza, pur prorogata di due mesi, chiede l’allontanamento di greggi ed allevatori da metà luglio. ‘Ed i militari?’ Chiede, perplessa Mirella Cau, del Comitato Gettiamo le Basi, presente il 20 maggio a Cagliari, in un incontro presso l’assessorato alla Sanità salute, per discutere sugli esiti dello studio voluto dal ministero della Difesa. “La vita di un militare vale meno di quella di una capra?”- Commenta Cau – Chiedendosi come mai non sia sospesa l’attività di chi espone al rischio della salute, mentre si penalizzi, con l’allontanamento, chi lo subisce? Ma per sospendere o chiudere il Poligono militare interforze di Quirra, il sottosegretario Antonio Cossiga, presente a Cagliari, il 20 maggio chiede “prove scientifiche”, tanto che l’onere della prova, passerà ad una Commissione epidemiologica, che vedrà, in cabina di regia anche l’assessore alla Sanità della Regione Sardegna.

Ad alcune domande, in realtà, avrebbe dovuto rispondere già la Commissione sull’impatto ambientale e la salute, istituita nel 2008, da un decreto del ministero della Difesa. Invece, oggi, dopo due anni di lavoro, 2,5 milioni di euro spesi, e 13 kg di carta in relazioni e campionamenti di ogni sorta, la risposta è rinviata ad una indagine successiva, che possa ragionare a partire però dalle matrici biologiche già campionate, sui tempi di esposizione ai contaminanti dei diversi soggetti, ma che difficilmente, aggiungiamo noi, riuscirà a fare un viaggio indietro nel tempo, per individuare cosa e quando abbiano potuto provocare le morti per tumori al sistema emolinfatico, ovvero la cosidetta “Sindrome di Quirra”, dal nome della frazione che detiene il record dei malati.

L’enigma resta, dunque, tutto nelle mani della Procura di Lanusei, ma un’ accusa non da poco è stata mossa, il 20 maggio, a Cagliari, anche dagli esperti del Comitato d’ indirizzo, la parte civile del progetto di lavoro della Difesa. Sono state sottolineate, incongruità, difficoltà di comunicazione con le multinazionali ingaggiate per i campionamenti biologici. Massimo Cappai dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente, è molto critico sui prelievi campionati dalla SGS Spa. Una multinazionale, leader mondiale nei servizi di certificazione, a cui si imputano, nel migliore dei casi, incompetenza, superficialità ed inadeguatezza dei processi. “Lavorano come in una catena di montaggio, non hanno un piano scientifico di ricerca e non hanno ascoltato le nostre indicazioni”- Ha affermato Schintu, chimico dell’Università di Cagliari. Meno indulgente è stato poi Domenico Fiordalisi, Procuratore di Lanusei, che ha indagato due dei chimici di SGS per ‘falso ideologico in atto pubblico”, cosa che potrebbe far scattare anche i controlli della Corte dei conti sul denaro pubblico, utilizzato per finanziare lo studio. Oltre all’uranio, preoccupante, secondo il chimico Schintu, dell’Università di Cagliari, è la concentrazione di torio o le alte concentrazioni di arsenico nella zona di Perdasdefogu, che potrebbero passare nella catena alimentare, tanto che il monitoraggio su latte e derivati va eseguito al più presto da parte delle Asl di competenza.

Eppure, con l’inchiesta della Procura di Lanusei, dal gennaio ad oggi, le novità non sono mancate: qualcosa di non “regolare” in quel Poligono militare, attivo dal 1956 ad oggi, è successo e perfino l’uranio impoverito rintracciato nelle ossa di un agnello deforme ha fatto comprendere che lì si è fatto brillare anche quello. Per non parlare della vera e propria discarica di materiali pericolosi, radiottavi, tanto da far emettere una ordinanza di allontanamento di greggi e allevatori, prorogata di due mesi, a luglio, che potrebbe provocare un esito biblico. Sceso subito in campo, a favore degli allevatori anche Silvio Lai, segretario regionale Pd, che chiede di sottrarre dall’agone politico la scelta tra i fautori della salute e quelli della sopravvivenza. Ecco perchè, per rendere sostenibile la scelta della Procura, una interrogazione parlamentare della deputata sarda Caterina Pes chiede al Governo un intervento legislativo urgente, che estenda anche agli allevatori del Poligono di Quirra, lo stesso diritto al risarcimento del danno, previsto con la legge n° 898 del 1976, per i pescatori della base militare di Capo Teulada, quando costretti a non pescare più.

di Monica Soldano

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