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Truffa all'Israelitico di Roma, Mastrapasqua arrestato



Frode all'ospedale israelitico

Le misure restrittive della libertà, eseguite nei confronti di 17 fra medici, dirigenti e personale sanitario dell’Ospedale Israelitico di Roma, fra i quali il direttore generale Mastrapasqua, sono il punto di arrivo di una lunga indagine che i NAS hanno eseguito su mandato della Procura di Roma.

I diciassette sono tutti accusati di falso e truffa a danno della sanità Pubblica e, per ora, 14 di loro sono stati posti in custodia cautelare ai domiciliari, mentre tre hanno invece l’obbligo di presentarsi presso gli uffici giudiziari.

E’ stato inoltre disposto dai giudici il sequestro di circa 7,5 milioni di euro, ottenuti dalla Regione Lazio dietro presentazione di false fatturazioni in cui veniva richiesto il pagamento di prestazioni o mai eseguite o in eccesso rispetto a quelle realmente prestate.

Si tratta, dicevamo, dell’ultimo passaggio di una inchiesta che già nel gennaio del 2014 aveva portato all’incriminazione di Antonio Mastrapasqua, ex presidente dell’INPS dal 2008 al 2014, vicepresidente esecutivo dal 2005 al 2014 di Equitalia e dal 2001 Direttore Generale dell’Ospedale israelitico di Roma.

Che questo ospedale avesse qualche cosa che non andava, era emerso nel 2009, quando in seguito ad una indagine della ASL Roma D, si era scoperto che di fonte a fatture per rimborso di semplici prestazioni odontoiatriche, l’ospedale caricava invece i costi di prestazioni complesse, che includevano, ad esempio, il ricovero, che l’ospedale non poteva effettuare a rimborso non essendo previsto dalla convenzione con la Regione Lazio.

Dall’indagine della ASL D era emerso che circa il 94% delle cartelle esaminate erano dubbie.

La Regione Lazio di fronte alle verifiche effettuate dai NAS aveva sospeso il pagamento di circa 15,5 milioni di euro richiesti dall’Ospedale Israelitico, e soprattutto aveva congelato i due protocolli d’intesa che la vecchia amministrazione regionale, ai tempi della presidenza Polverini, aveva stipulato con l’Israelitico nel 2011 e nel 2012, per cercare di sciogliere il groviglio amministrativo formato dagli esiti dei controlli, dalle obiezioni ed i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (TAR).

I controlli allora eseguiti dai NAS e tutte le documentazioni sequestrate afferirono, a suo tempo, alla Procura di Roma che oggi ha tratto le prime conclusioni su di uno scandalo di proporzioni inquietanti.

Si parlò in quel tempo di fatture false per oltre 80 milioni di euro, e venne ventilata l’ipotesi che Mastrapasqua, nella sua doppia funzione di presidente dell’INPS e dell’ospedale israelitico, avesse ceduto quel credito “non esigibile” all’Inps per sanare i conti dell’Ospedale Israelitico.

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